lunedì 22 ottobre 2012
mercoledì 30 settembre 2009
Siracusa, Settembre 2009 - Guardate che spettacolo!


Si vede che è un Altro Mondo... non Siracusa (che è di una bellezza di un Altro Mondo!), ma la nostra amicizia!
lunedì 15 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
PROGRAMMA DELLA FESTA DEL BEATO PIER GIORGIO FRASSATI 2009
Ore 19.00 S. Messa.
Ore21.30
H Factor - Scopri anche tu il tuo lato… hobbit!
Eliminatorie
Giovedì 25/6
Ore 21.30
H Factor - Scopri anche tu il tuo lato… hobbit!
Finale
Venerdì 26/6
Ore 19.30
S. Caterina’s Day - 3° Incontro Nazionale dell'Associazione di Promozione Sociale "Santa Caterina da Siena":
La sfida è che il cristianesimo significa la vera umanità – Persone all’opera.
-Vincenzo Sinatra, presidente del Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Siracusa;
-Salvatore Grillo, Collaboratore Vicario Primo Istituto Istruzione Superiore "Archimede" di Rosolini (Sr);
-Giuseppe Negro, presidente dell'Associazione Scuola e Lavoro (A.SC.LA.) di Casarano (Lc)
-Stefano Bondi, presidente Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Forlì (Fc).
Sabato 27/6
Ore 18.30 S. Messa
Ore 21.30
School Day
Emergenza educativa: e se la soluzione è la libertà di educazione?
-Maria Bonaretti, docente della Scuola Familiare “Familiaris Consortio” di S. Ilario D’Enza – RE.
-Domenico Pini, Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Scuola Maria Luigia Scrl – Chiavari – GE.
- Testimonianze della Scuola Libera “G.K. Chesterton”
Domenica 28/6
Ore 18.30 S. Messa
Ore 19.30
VII Chesterton Day:
«Chesterton: mentre lo guardiamo sembra allargarsi sotto i nostri occhi in tutte le direzioni...»
-Angelo Bottone, docente di filosofia, University College Dublin (Chesterton, la scienza e Stanley Jaki)
-Fabio Trevisan, cofondatore dei Gruppi Chestertoniani Veronesi (Gilbert l'Antieugenetico)
-Paolo Morganti, editore e traduttore di Chesterton (Gilbert l'Uomovivo)
-Paolo Gulisano, scrittore e vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana (Chesterton, Oscar Wilde e George McDonald)
-Roberto Prisco, cofondatore dei Gruppi Chestertoniani Veronesi (Gilbert e le donne)
-Alessandro Gnocchi, scrittore e giornalista (Paese delle Fate e Villaggio Globale - GKC, McLuhan e l'arte della comunicazione)
Martedì 30/6
Ore 19.30
Gagliarda’s Day:
«Gino Bartali - Mille diavoli in corpo»
-Andrea Bartali, figlio primogenito di Gino Bartali.
-Paolo Alberati, giornalista e ciclista professionista, autore del libro “Gino Bartali –Mille diavoli in corpo” - Giunti Editore – 2006.
Mercoledì 1/7
Ore 21.30
“Le avventure di Pinocchio”
Rappresentazione teatrale della Compagnia “Pochi Ma Buoni Come I Maccheroni”
Giovedì 2/7
Ore 21.30
Library Day – Buone letture per buone idee
- “Fares pecat a lamentam” di Roberto Persico, Itacalibri 2009. Interverranno Vincenzo e Bepino Nembrini
- “Le bugie degli ambientalisti” di Antonio Gaspari, Piemme, 2006, interverrà l’Autore
- “Il ritratto di Oscar Wilde” di Paolo Gulisano, Ancora Libri, 2009, interverrà l’Autore
Venerdì 3/7
Ore 21.30
«Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per essere data?»
S.Giacomo della Marca, Mons. Francesco Sciocchetti e cose quotidiane
-Marco Sermarini, presidente della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati.
-Padre Marco Buccolini ofm Superiore del Convento di Santa Maria delle Grazie e Rettore del Santuario, Monteprandone.
- Testimonianze
Sabato 4/7
Ore 21.30
La tirannia di Erode: l’eugenetica diventa prassi
-Prof. Giuseppe Noia, Responsabile del Centro di Diagnosi e Terapia Fetale presso il Policlinico Gemelli di Roma. Docente in Medicina Prenatale presso l’Università Cattolica del S. Cuore, Roma.
giovedì 14 maggio 2009
Uniamoci tutti nella Novena a Maria Ausiliatrice per la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton"!

alla loro parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù a Beaconsfield,
il paesino del Buckinghamshire (Inghilterra) dove abitarono per quasi tutta la loro vita insieme
Carissimi amici,
il Mese di Maggio ci vede impegnati nella recita quotidiana del Santo Rosario nelle nostre case, nelle nostre chiese e nei nostri gruppi.
Vogliamo invitarvi ad inserire al termine della recita del Rosario la Novena alla Beata Vergine Maria Ausiliatrice che si festeggia il 24 maggio. Questa festa, così cara al nostro amico San Giovanni Bosco, ci offre l'occasione per implorare con rinnovato ardore la grazia per la definitiva realizzazione dell'opera educativa che la cooperativa Capitani Coraggiosi ha messo in atto: la Scuola Media Libera "Gilbert Keith Chesterton".
Il progetto è assai più ampio e prevede la realizzazione di un complesso polisportivo e scolastico (con scuola media e superiore) e per far questo abbiamo bisogno di trovare il terreno dove realizzarlo e soprattutto di molte risorse economiche e umane.
Noi siamo certi che quello che stiamo facendo è buono e giusto (stiamo rispondendo all'appello del Papa Benedetto XVI, il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra come disse Santa Caterina da Siena, per porre rimedio all'emergenza educativa). Però "se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori". E ancora: "Senza di me non potete fare nulla", dice Gesù.
Vi chiediamo di sostenere e collaborare, ognuno come può, a quest'opera per la cara gioventù alla quale san Giovanni Bosco dedicò tutta la sua vita e le sue energie.
Per questo motivo affidiamo a Maria Ausiliatrice questa intenzione particolare e vi inviamo lo schema della Novena in suo onore da recitare al termine del Santo Rosario per nove giorni:
dal 15 maggio al 23 maggio:
- 3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento
- 3 Salve o Regina con la giaculatoria:
Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per noi
Il 24 maggio festa della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, sempre al termine del Rosario, si recita la preghiera in suo onore composta da san Giovanni Bosco:
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen
“Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna accostarsi con frequenza ai Sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione, partecipare alla Messa e COMPIERE OPERE DI CARITA' (preferibilmente a favore della gioventù) in onore di Gesù, perché al Signore piace che si pratichi la carità!”
martedì 16 dicembre 2008
Una testimonianza dal BorsaLavoroDay

Eccovi la testimonianza di Federica Di Bella che vi ha partecipato.
5 Dicembre 2008 Ferrara: BORSA LAVORO DAY
Il 5 dicembre ho partecipato a Ferrara alla giornata di approfondimento dello strumento delle borse lavoro.
Questo incontro mi ha permesso di conoscere da vicino le persone che, come me, operano ogni giorno nei Centri di Solidarietà presenti in tutta Italia.
Ascoltare le testimonianze di coloro che, pur operando in contesti diversi, cercano di “accompagnare” le persone in difficoltà nella ricerca del lavoro, è stato interessante sia per apprendere le singole esperienze sia per poter fare un confronto con il mio lavoro e trarne spunti positivi.
Il denominatore comune che ho colto dalle testimonianze degli operatori dei Cds, è stato il considerare la Borsa Lavoro come uno degli strumenti educativi utili ad accogliere ed accompagnare la persona durante il percorso di inserimento lavorativo. Tale strumento presuppone alla base una proposta educativa: il prendersi carico della persona in situazione di disagio, “l’abbracciarla totalmente”, da parte dell’educatore.
E’ stato poi stimolante conoscere le varie modalità dei Cds nell’utilizzo di questo strumento, simili e allo stesso tempo diverse. Tra tutte mi ha colpito in particolare la testimonianza del Cds di Genova.
La proposta delle borse lavoro è nata qui con lo spirito di aiutare ad inserire nel mondo lavorativo alcuni ragazzi difficili provenienti dalle case famiglia della zona. Da questa idea è nato il progetto “Educare al lavoro”. Durante il racconto mi ha colpito la tenacia e la passione della responsabile del Cds nel credere fortemente in questo progetto tanto da riuscire a stipulare una convenzione con la provincia di Genova per la realizzazione e la gestione autonoma di tali borse. In particolare, interessante è stata l’idea di raccogliere fondi da destinare al pagamento di tali borse attraverso l’organizzazione di cene solidali con amici e parenti e la vendita di piccoli manufatti artigianali realizzati dagli stessi ragazzi destinatari delle borse e dai loro amici. A tal proposito è stato istituito il conto corrente Carità attraverso il quale si raccolgono fondi da destinare esclusivamente alla realizzazione dei tirocini formativi dei ragazzi. Dal 2007 il Cds ha istituito 47 tirocini formativi/borse lavoro. Dal racconto è emerso inoltre come sia stato fondamentale per trovare le aziende dove poter realizzare la borsa, il creare contatti e lo stringere relazioni con i datori di lavoro del luogo mossi a sostenere un simile progetto non dall’attrattiva dei soldi ma dalla profonda esperienza umana di compiere “una bella opera”.
L’importanza del conoscersi e del creare una rete solidale per aiutare la gente, per trovare strade nuove per sostenere le persone in difficoltà, è stato messo in evidenza all’interno di tutte le testimonianze dei vari Cds presenti all’incontro.
Nel complesso il Borsa Lavoro Day è stata una bellissima esperienza perché mi ha permesso di ascoltare la testimonianza di persone che hanno fatto del loro lavoro di educatori una passione ed una vera e propria ragione di vita. La loro testimonianza mi ha fatto riflettere sul lavoro di educatrice che svolgo ogni giorno al Centro di Sussidiarietà e mi ha stimolato ancora di più a credere in ciò che faccio, a compierlo con animo e partecipazione e a trovare ogni giorno modalità nuove per aiutare e sostenere le persone in difficoltà.
CDS San Benedetto del Tronto
venerdì 17 ottobre 2008
Ecco cosa sono i Centri di Solidarietà!
Il tema della discussione della serata, anzi della “cena di lavoro” (così piace chiamarle al nostro amico Enrico Tiozzo Bon) è stato una riflessione su ciò che costituisce il punto centrale, potremo dire il “cuore” dei CdS (i nostri Centri di Solidarietà, una vecchia ma ancora validissima intuizione per stare vicini alle persone nelle loro cose concrete).
Le testimonianze ricche di chi ha partecipato hanno mostrato con i fatti che ciò che porta frutto nel lavoro del CdS è il “popolo" che sta dietro un CdS e lo sguardo gratuito di questo popolo che ,senza un proprio tornaconto, aiuta, partecipa,"fa il tifo", prega, promuove, mette in rapporto, sta accanto a chi è nel bisogno e, facendo questo, viene a sua volta educato , aiutato, promosso...
Questa è la forza del CdS.
A me personalmente colpisce il fatto che dovunque andiamo -Ferrara, Milano, Chioggia, Pesaro, Udine, Foggia- troviamo sempre un bel popolo che ci aspetta e che ci accoglie, a volte senza neanche esserci mai visti, come amici da sempre e la condivisione delle nostre esperienze genera una ricchezza che è per tutti.
Ringrazio pertanto Enrico Tiozzo come presidente dell’Associazione di promozione sociale nazionale Santa Caterina da Siena per l’opportunità che ci dà e Silvio Cattarina per l’accoglienza e l’amicizia che ci riserva personalmente.
giovedì 26 giugno 2008
Lunedì 30 Giugno 2008 ore 19.00 - 2° Santa Caterina's Day!
E' l'incontro tra le opere che partecipano alla bella avventurosa e fresca vita dell'Associazione di Promozione Sociale Santa Caterina da Siena.
E' il momento di confrontarsi, di dire come si fa a vivere in questo mondo, di aiutarci l'un l'altro a vivere suggerendoci e sostenendoci e aiutandoci ad essere sempre più noi stessi, sempre più coraggiosi, sempre più lucidi.
Avremo tra noi, nell'allegra e attraente serata nel prato di Casa San Francesco, Enrico Tiozzo Bon (il presidente della Santa Caterina), Silvio Cattarina, con la sua cooperativa L'Imprevisto, Alessandro Menegatti e la sua Work&Service, Marco Peronio e Marco Bertoli e la bellissima realtà friulana di aiuto ai malati di mente.
Quanto avremo da imparare! Quanto ci aiuteremo! Bellissimo!
mercoledì 18 giugno 2008
E' uscito Common Ground n° 10!
Chi volesse riceverlo dovrà richiederlo a questo indirizzo di posta elettronica:
lexsioux@gmail.com
Anche questo numero è molto bello.
mercoledì 4 giugno 2008
martedì 3 giugno 2008
Ritorna il Santa Caterina's Day!!!
La giornata si inserisce nei festeggiamenti della Compagnia dei Tipi Loschi dedicati al beato Pier Giorgio Frassati, di cui appena potremo vi invieremo il programma completo.
Il tema della festa del beato Pier Giorgio è il seguente:
"LA NOSTRA FEDE E' AMICA DELLA GIOIA E DELL'INTELLIGENZA"
Tema e programma del SANTA CATERINA'S DAY sono quelli che vedete qui sotto:
"Papa Benedetto e l'emergenza educativa: educare al bene è possibile - esperienze e giudizi... al lavoro".
Intervengono: Enrico Tiozzo Bon, presidente della APS Santa Caterina da Siena; Silvio Cattarina, presidente della Cooperativa "L'Imprevisto"; Alessandro Menegatti, presidente della Cooperativa "Work & Service"; Marco Peronio, direttore del Consorzio "Il mosaico", Marco Bertoli direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Palmanova (Ud).
Siete caldamente invitati a partecipare tutti quanti, sia responsabili di opere che popolo minuto!
A presto!
venerdì 23 maggio 2008
Da Treebeard's Corner di Common Ground n° 9/2008
Il progetto del Giovedì Santo - di BARBALBERO*
Sono partito brontolando con Luigi Liseno, croce della mia vita, che il primo giorno di vacanza (scolasticamente parlando) fosse anch’esso occupato dal lavoro: un progetto su cui c’eravamo impegnati con Enrico e Gino di Ferrara. E’ una mattina fredda da primavera mancata, il tomtom non conosce neppure lui il dedalo di campagne tra cui ci perdiamo.
Copparo mi fa memoria di un ritorno solo una decina di anni fa tra una nebbia ai confini della realtà, dopo un incontro tra educatori con un insistito passaggio sempre sul medesimo punto. Poi una macchina ci si mise davanti e ci invitò a seguire e
prodigiosamente ci trovammo fuori. Da Enrico ci attende il secondo caffè della mattina e poi si progetta ovvero si parla di noi, delle nostre vite, dei ragazzi che vorremmo collocare al lavoro, delle nostre strutture recettive (il progetto riguarda un bando sulle politiche giovanili). Enrico conosce le realtà dal di dentro, parla di uomini e donne all’opera. Non posso non pensare a suo padre con il quale ho condiviso una vita di progetti (tutti realizzati!).
Progettare di giovedì santo è un po’ strano, c’è la “Coena Domini” che incombe come pensiero dominante, ci sono le
spese da fare, gli ultimi ritocchi al pranzo pasquale con figli e nipoti. Parlando si precisa il soggetto: “le nostre strutture non sono e non saranno mai semplicemente degli alberghi perché hanno il valore aggiunto della nostra tipicità, cioè di ciò che ci è successo. E’ un fattore di diversità che dà vita ad un prodotto nuovo che non si omologa al mercato ma si presenta per ciò che è; una compagnia di uomini insomma che chi passa per le nostre città, anche per turismo, possa incontrare nella forma
più espressiva e più tipica, una sorta di genius loci che traduce Colui che abbiamo incontrato dentro la vita delle nostre strade, delle case, delle calli. E’ proprio un progetto da Giovedì Santo, viene presto l’ora di pranzo ed Enrico ci guida tra un dedalo di terre emerse lagunari.
Uomini diversi sono seduti attorno ad una grande tavolata in un casone di pesca. Non li conto, ma non so perché mi entra il numero dodici e c’è anche una donna, Gabriella che segue silenziosa ma le parlano gli occhi.
La giornata è una di quelle fredde ma terse, si vede in lontananza, da noi si direbbe stravedamento, e Alessandro ci mostra le barene e i canali fatti scavare e la valli da pesca ed è fiero di aver provocato tutto questo per noi. Tutt’attorno è un susseguirsi di baracche di fortuna, ricoveri per barche, cavane, piccoli rifugi tra l’acqua. C’è il padrone di casa ma non lo dà a vedere se non per un calore di accoglienza e perché occupa una posizione centrale per farsi ascoltare da tutti e benedire il pane.
Si mangia, e come si mangia!, ma nel contempo si parla che è il modo più gustoso di mangiare. Nazareno, questo è il nome del padrone di casa prende un libro tra le mani, dice di non averlo letto tutto, ma ciò che ha letto gli basta per cominciare a ripensare il suo lavoro come cosa importante, senso dell’umano essere indaffarati. Parla di capitale umano, di rapporti veri tra uomini che attendono qualcosa di importante per la vita, parla anche di Pasqua e agli altri non sembra strano. Conclude con una frase che ha lo stesso sapore del pesce: “se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legname, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”. C’è un imprenditore, Luciano, che parla di case fatte di legno e ci stupisce tutti ed ha bisogno di mano d’opera per farle e ce le garantisce come valide, resistenti e qualcuno di noi si preoccupa perché possa trovare lavoratori bravi e volonterosi magari tra i nostri ragazzi.
E intanto arrivano le cape sante e i caparossoli, e un risotto d’anguilla delicato. E ci si presenta, alcuni infatti non si conoscono ma non importa si sta assieme e ci si racconta storie diverse di gente che vive lontana ma è messa assieme
da un ideale comune che ha un volto ed un nome. E c’è anche uno che dice di non averlo ancora incontrato, un socialista prudhommiano, certo Angelini, di quelli rari da trovare, una specie in via di estinzione capace di parlare di sé della sua ricerca e commenta gli interventi degli altri che dicono come sia possibile lavorare diversamente. Uno parla di campane che suonano e di un ragazzo tra i più sempliciotti che blocca il lavoro per recitare l’angelus. Stranezze di Pasqua che avvengono tutti i santi giorni! Gli altri commentano, non sembrano scandalizzarsi anzi fanno domande. Il tempo vola nel casone di valle e tutti devono tornare a casa, ci sono i riti pasquali che incombono, l’ultima cena, un po’ come questa. Ci si promette di ritrovarsi, di tenersi presenti nella vita. Chissà se succederà, ma non importa, adesso sappiamo che ci sono nel mondo dell’impresa uomini così capaci di stare in un giovedì santo a mangiare e lavorare come in attesa di una resurrezione anche per sé e per il proprio lavoro. Il sottoscritto risale in macchina e con Luigi, ora più delizia che croce, facciamo memoria di un sapore più resistente di quello del pesce.
In un bigliettino d’augurio arrivato in questi giorni leggo questa frase di mons. Albacete “lo sappiamo bene. Gesù è morto e poi risorto: allora la resurrezione può fare in modo che ci troviamo insieme a lui a mangiare il pesce? Dove trovo questa possibilità? La risposta data da Cristo stesso la notte prima di morire è: nella vita di questa compagnia. E’ all’interno della nostra compagnia, nella nostra esperienza e nella nostra umanità, che possiamo gustare quello che Lui ha fatto”.
* BARBALBERO è per noi Piergiorgio “Lolli” Bighin, Opera Baldo.
L'arca di Silvio Cattarina

mercoledì 21 maggio 2008
Qualcuno ci legge...
Ci scusiamo per l'omissione, e li ringraziamo per aver letto la nostra "corrispondenza" chiozzotta.
Questo ci entusiasma enormemente!
Evviva i siculi!
mercoledì 14 maggio 2008
Il GREC a Chioggia - condivisione e lavoro



Il G.R.E.C. è un luogo umano di paragone e confronto sulle questioni educative, in quest’occasione centrato sulle giornate dell’estate che vivremo insieme ai ragazzi nei vari centri ricreativi estivi.
A questa giornata sono stati invitati gli educatori che hanno preparato i centri estivi e che fanno parte di opere che formano l’associazione di promozione sociale nazionale Santa Caterina da Siena.
Per capirci, l’incontro si è tenuto a Chioggia presso i nostri amici di Opera Baldo, ed erano presenti: i ragazzi del CdS e della cooperativa Work & Service di Ferrara, gli amici del CdS di Faenza, quelli della coop. Parsifal di Palermo, noi della Cooperativa Capitani Coraggiosi, quelli del Consorzio Icaro di Foggia, la cooperativa Il Portico di San Donà del Piave, il CdS di Napoli e la cooperativa Umana Avventura.
Il nostro riferimento in questa intensa giornata è stato Enrico Tiozzo del Consorzio Sì di Ferrara. Enrico ci ha spiegato cosa significa per lui aver creato l’associazione “Santa Caterina”: un tentativo di condividere ciò che le opere vivono nel loro quotidiano.
La “Santa Caterina” vuole essere uno strumento che raccoglie tutto quello che ciascuno di noi e delle nostre opere ha fatto, quindi una fonte da cui tutti possono attingere per un aiuto. Mettendo a disposizione delle cose ci è data la possibilità di aprirci ad un rapporto, una condivisione tra persone.
Dopo l’introduzione di Enrico, Piergiorgio Bighin (per gli amici Lolli, e per i lettori di Common Ground “Barbalbero”) ci ha parlato dell’Opera Baldo di Chioggia: “… per la nostra storia è stato importante leggere la realtà, vedere cosa la realtà ci chiedeva. Siamo partiti nel 1999 con dei ragazzi che ci venivano segnalati come ragazzi in difficoltà e siamo arrivati ad aprire un ostello (la bellissima Domus Clugiae, che è stata la sede del nostro incontro, ndr). Perché l’ostello, l’ostello è una risposta alla realtà. È stato come consegnare un posto ad un popolo, l’ostello non a caso si trova in un quadrato di santità e educazione”.
“L’Opera Baldo ha due sedi –ha proseguito Lolli-, una Chioggia e una a Sottomarina, altrimenti i ragazzi che stanno insieme con noi si sarebbero dispersi, anche questo è un segno del fatto che volevamo essere attenti alla realtà. Nell’ostello sono esposte due mostre e tutte e due sono un segno evidente della realtà. Una di queste mostre è la mostra di modellini navali, nata perché un anziano pescatore di Chioggia, Guglielmo, aveva la passione di costruire modellini di barche, con la pensione Guglielmo è stato un po’ossessionato dai suoi modellini che praticamente occupavano tutta la sua casa, era quindi necessario poter avere un posto dove mettere i suoi modellini e farsi che Guglielmo potesse, ogni volta che ne sentiva il desiderio, andare a controllare le piccole barche. La mostra a Chioggia ha avuto molto successo perché l’attenzione alle barche e al viaggio è molto importante per il nostro territorio. Un esempio sta anche nel nome della nostra opera che appunto si chiama Opera Baldo e che prende il suo nome da Carmen Baldo una signora che molto tempo fa trasportava sulla sua barca gli orfani della città e provvedeva ai loro bisogni….”. Piergiorgio Bighin continua poi dicendo “…la bellezza è proprio di essersi fidati di persone più anziane e di stare alle cose anche se ci sembrano faticose. Oggi noi di Opera Baldo non potremo più prescindere da questo ostello, perché ci dà visibilità e ci riporti a luoghi intrisi di memoria storica che sono fondamentale per la gente chioggiotta.
L’ostello inoltre ci è molto utile per l’inserimento lavorativo che facciamo con i ragazzi in difficoltà, ci dà la possibilità di mettere all’opera ognuno di loro nonostante la patologia, che diventa per noi una risorsa. Stando con questi ragazzi problematici ho capito che si lavora per uno, per chi ci sta di fronte, ed è così che dovrebbe essere lo sguardo dell’educatore. Il metodo vincente è pensare di dover lavorare per uno solo, l’agire per uno è l’esercizio per stare di fronte a tutti. In questo modo riesco a vedere negli occhi di chi mi sta davanti il mio stesso Destino. Solo così riusciamo ad incontrare l’Io che abbiamo davanti, grazie anche alle possibilità che abbiamo e che ci sono state donate da Dio. L’Opera Baldo si divide in due piccole opere, una educativa, la copperativa sociale di tipo A L’Approdo, e l’altra cooperativa di tipo B, Ego Labor che attraverso convenzione con i comuni compie lavori di piccola manutenzione come per esempio il montaggio di palchi e riparazioni idrauliche”.
Conclusa la presentazione di Opera Baldo siamo andati tutti insieme a pranzare. Il pranzo insieme è stata fortissimo, non solo perché abbiamo mangiato dell’ottimo pesce, ma anche perché è stata un’occasione per poter fare due chiacchiere con gli altri educatori con cui ormai sono diventata amica. Aveva quindi ragione Enrico quando diceva che la condivisione di strumenti e metodi mette in relazione persone, e da qui nascono nuove amicizie, amici che condividono con te il senso del lavoro e della vita. Che bello!
Dopo la pausa pranzo ci siamo rimessi a lavoro, e ogni opera ha presentato il metodo e il tema che ha usato per preparare i centri estivi.
I nostri amici di San Donà del Piave iniziano a lavorare sul centro estivo a novembre, hanno un piccolo gruppo di educatori che si occupa solo di quello, e questo ha permesso loro di creare strumenti come il Manuale dell’animatore, praticamente una sorta di libro dove sono scritti giochi attività ecc. Il tema che hanno scelto quest’anno è: I diritti dei bambini, spiegati attraverso alcuni cartoni animati.
Gli amici di Napoli non hanno nessun tema per il centro estivo, loro si trasferiranno con i loro ragazzi in una casa vicino al mare e portando avanti l’impostazione invernale dei centri educativi gestiranno i ragazzi come in una grande famiglia. Il metodo per loro è la vita stessa. Io direi: mitici!
Don Lino, il parroco di Sottomarina, presenterà ai suoi ragazzi un centro estivo intitolato: La calda estate del pestifero di Giovannino Guareschi. Secondo Don Lino, Guareschi nei suoi romanzi descrive un mondo moderno che uccide l’uomo ma che ha in sé valori che lo possono salvare. Il racconto nello specifico aiuta a sviluppare temi quali: la compagnia e il viaggio verso l’Infinito.
Anche Ferrara ha scelto Guareschi per i suoi centri estivi, il libro intitolato Don Camillo e il tema del centro estivo sarà: Solo qualcosa di infinito può bastare. Useranno uno strumento nuovo ovvero una scheda per spiegare i temi educativi ai genitori dei ragazzi che frequenteranno i centri estivi.
Faenza quest’anno farà i centri estivi sul libro Lo Hobbit di Tolkien, la cosa bella è che presenteranno i temi educativi travestiti dai personaggi del libro. Inoltre ci hanno spiegato che la proposta educativa che fanno i ragazzi è utile per loro prima di tutto.
A questa cosa ci siamo attaccati noi per spiegare come abbiamo organizzato i centri estivi. Noi della Capitani Coraggiosi siamo partiti da noi stessi, da quello che ci sta a cuore e che vogliamo trasmettere ai ragazzi. Consci del fatto che: “educa chi educa se stesso”, i nostri temi educativi sono stati pensati prima per noi educatori e poi di riflesso per i ragazzi dei centri estivi. È un metodo che abbiamo sperimentato già dall’anno scorso e che -perlomeno su di me- funziona e mi dà la possibilità di crescere e mettermi in discussione.
I nostri amici di Palermo e di Foggia per i temi dei loro centri estivi sono partiti da fatti accaduti nei centri educativi invernali. Partendo da una domanda posta dalla realtà sul bullismo e sulla mafia (intesa come mentalità). Palermo vuole spingere i ragazzi ad essere protagonisti nella vita, e lo farà organizzando incontri con persone che hanno preso in mano la propria vita. Come per esempio il signore che ha denunciato il pizzo o il calciatore Totò Schillaci che ha aperto in Sicilia una scuola di calcio.
Alla fine del pomeriggio di lavoro Enrico Tiozzo ci ha fatto notare come è importante condividere con gli altri il proprio lavoro non solo perché ti aiuta a rimetterti in discussione ma perché l’altro nel confronto diventa quel qualcosa in più per me.
Grazie a questo incontro abbiamo evidenziato ancora come va vissuto il lavoro e cioè come una risorsa per la nostra vita, abbiamo condiviso strumenti e metodi, e ci siamo ricordati di quanto è importante verificare il lavoro svolto e gli obbiettivi raggiunti.
Per quanto mi riguarda l’esito della giornata è stato positivo perché ho condiviso con i miei amici il mio lavoro. Mi ritengo una persona molto fortunata perché ho la possibilità di fare insieme agli altri cose che al di fuori di una compagnia coma la mia dovrei fare da sola, in questo modo non mi importata del lavoro che faccio, fosse anche pulire i bagni farlo così mi da la possibilità di crescere.
La cosa che mi preme di più dire è che io questa cosa l’ho imparata dai miei amici, ma ho potuto sperimentarla grazie all’Incontro fatto con una compagnia di amici e con Gesù Cristo.
Senza questo tutto quello scritto sopra è nulla.






