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lunedì 24 giugno 2013

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Questa sera alla festa del beato Pier Giorgio Frassati il film Cristiada


Questa sera alla festa del beato Pier Giorgio Frassati il film Cristiada


Il film di Dean Wright ha il merito di togliere il velo dinanzi agli occhi del grande pubblico di una vicenda ancora oggi misconosciuta, pressoché assente dai libri di scuola, oggetto di ostracismo da parte della cultura "ufficiale".
Narra la storia della rivolta del popolo messicano contro il governo massonico di Plutarco Elias Calles tra il 1926 e il 1929, governo che mirava a scristianizzare forzosamente il Messico. 

I Papi hanno già beatificato diversi dei protagonisti della lotta nonviolenta di questa epopea, primo di tutti il beato Miguel Agustin Pro, un sacerdote gesuita ed un uomo splendido. Un altro è il piccolo Josè Sanchez del Rio (nella foto qui a fianco), un ragazzino di soli quattordici anni che per amore di Cristo Rey non abiurò la fede nonostante le torture e il martirio inflittogli.

Lo vedremo nell'edizione originale con i sottotitoli in italiano, visto che nessuno qui in Italia ha avuto il coraggio di investire su un film che tratta una vicenda spinosissima del XX secolo (nonostante vi partecipino divi di Hollywood come Eva Longoria e Eduardo Verastegui).

Comunque e sempre Viva Cristo Rey!


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lunedì 20 febbraio 2012

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Da Tempi - Intervista al nostro caro amico don Antonio Villa su Don Giussani

Per chi non lo ricorda, don Antonio Villa è il fondatore della scuola media libera di Tarcento, un uomo splendido che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e di cui abbiamo mandato un'intervista video durante l'Education Day della festa del beato Pier Giorgio Frassati 2010.

E' una vivissima testimonianza su Don Giussani, fondatore di CL. Don Antonio è un uomo splendido.

L'intervista la trovate anche qui

Don Villa, parliamo di don Giussani? «No, ti prego, non farmi un'intervista, ché sembra una cosa seria. Chiamiamola "una chiacchierata"». Ma è per umiltà che don Antonio Villa si ritrae perché, in realtà, ha tanto da dire. «Ma facciamo in fretta, che devo preparare la pastasciutta ai miei bimbi». Era il 1976. Don Villa e uno sparuto gruppo di giovani andò in Friuli per aiutare i terremotati. Da allora non si è più staccato dalla piccola comunità di Tarcento – 9 mila abitanti – e ha fondato pure una scuola. È intitolata a "Camillo di Gasparo" ed è completamente gratuita, perché «l'educazione non può avere prezzo». A sette anni dalla morte di don Luigi Giussani, gli chiediamo di raccontarci di lui. Ed è commosso: «Per quel prete vale la pena vivere. Ti valorizzava solo per il fatto che c'eri. Mi chiamava "il Vilìn". Questo soprannome è l'asso di briscola che mi salverà nel Giorno del Giudizio».


Quando ha incontrato don Giussani?
Nel 1954 insegnava Teologia orientale in seminario. Una materia che a noi studenti non interessava per niente. Lui, pora stella, si metteva tutto nella spiegazione, gesticolava, stringeva i pugni. Ispirato, un mio compagno lo ha soprannominato "il mungitore". A lezione eravamo sempre distratti, e Giussani si arrabbiava. Ci paragonava ai suoi ragazzi del Berchet che invece stavano attenti. Ci considerava peggio dei ragazzini. Poi, nel 1962, facevo il vicedirettore al Collegio di Saronno. Mi chiesero di prendere l'abilitazione per insegnare religione nelle scuole. Sono prete ma ho dovuto farlo lo stesso. Mah. Non la presi molto seriamente. Infatti mi bocciarono. Allora ho dovuto seguire i corsi. Chi li tiene? Il "mungitore". Mi sono nascosto all'ultimo banco, perché non volevo che mi riconoscesse. Eppure, rimasi stupito. Diceva delle cose sulla Chiesa che mai avevo sentito. Mi sono trascinato al primo banco, con gli occhi sbarrati e le orecchie aperte. Era eccezionale.


Così, si è stretto un rapporto?
Sì. Nel 1963 mi propongono di dirigere il Centro sportivo Fenaroli. Il progetto di fondo era istituire l'Isef in Cattolica. Dovevo pulire le piste invece che le aule. Avevano il problema di darmi un sostentamento, ad esempio l'insegnamento di religione. Il monsignore, allora, mi ha proposto di incontrarlo in un pensionato per decidere in quale scuola andare. Lì chi mi trovo? Don Giussani. "Vieni a trovarmi in via Statuto, Vilìn". Sono andato. C'erano tantissimi ragazzi, e al centro il Giuss. "Vìlin, che bravo che sei venuto a trovarmi. Giacomo – chiama un ragazzo dal gruppo – lui è don Villa, fallo lavorare con te al giornale". Era il "Milano studenti". Io scrivevo robette sulla liturgia, ed era bellissimo. Era una meraviglia continua. Non ho mai avuto una buona considerazione di me, ma loro mi pungolavano, mi davano cose da fare, mi stimavano. Sono stati anni di un godimento estremo.

Ma anche anni difficili. Erano i tempi della contestazione giovanile…
Sì, ma Giussani non era mai preoccupato. Viveva della certezza assoluta dell'incarnazione. Gesù continuava nei suoi vicari, nei suoi vescovi. L'arcivescovo Colombo ha fatto soffrire tanto il Gius. Tra i due c'era un'incomprensione totale. Mi ricordo che lo accompagnavo in Curia ogni lunedì, per convincere il vescovo della bontà del Movimento. E spesso usciva in lacrime, per non esserci riuscito. Ma non l'ho mai sentito parlar male di lui una sola volta. Era il '68. I preti mandavano tutti alla malora, ma io non ho mai sentito don Giussani dire qualcosa contro la Chiesa. Lui aveva queste certezze semplici, intangibili e vere. Erano degli assunti che viveva con naturalezza. E lo si percepiva. Ti dava sicurezza perché viveva di sicurezza. Spesso non capivo tutto quel che diceva, ma non ne avevo bisogno. Mi bastava lui.

Cosa ti è rimasto nel cuore, di don Giussani?
Di certo l'umiltà, la sua totale mancanza di vergogna nel domandare. Per qualunque necessità, chiedeva. Una mattina mi telefona e mi chiede un favore. Io avevo la macchina e tanto tempo libero. Mi chiede se sono disponibile il giorno seguente. Rispondo di sì. "Devo andare a fare un ritiro dalle suore di clausura di Piacenza, ma non ce la faccio. Vai tu". Rispondo: "Gius, ma cosa diavolo stai dicendo?". "Villa – mi fa lui – hai detto che puoi? Allora ti do l'indirizzo". Così sono andato. Vedi, non stava a discutere sui contenuti, Giussani. Chiedeva solo la tua disponibilità. Una volta, durante un ritiro a Salice d'Ulzio, mi chiede se sapevo dei passi particolari della Bibbia. "No Gius, non li conosco". "Ma puoi cercare, no?". Fatto sta che sono rimasto in piedi la notte intera per mettergli giù dei brani che poteva utilizzare. Il mattino li guarda, e ne salva due o tre. Che, tra l'altro, già conosceva. "Gius, ma li sapevi già a memoria" mi lamento. "Sì, ma se li trovi tu è diverso". Giussani mi dava come un senso di sicurezza. Io non credo in me, ma lui sì. E diventava uno per cui valeva la pena vivere. Mi interessava solo aiutarlo in tutto quello che chiedeva.
twitter: @DanieleCiacci
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lunedì 24 ottobre 2011

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Un aforisma al giorno

«Preferisco essere considerato stolto e pazzo per Cristo, che per primo fu ritenuto tale, piuttosto che saggio e accorto secondo il giudizio del mondo».

Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali, 167
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giovedì 28 maggio 2009

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Benedetto XVI ai vescovi italiani: crisi, solidarietà, fede, ragione, vita, emergenza educativa. Meno male che c'è il Papa.


Ricevendo i vescovi italiani, Benedetto XVI sottolinea il tema della “emergenza educativa”. In un tempo segnato da relativismo e nichilismo è necessario che gli educatori sappiano prima di tutto “testimoniare la nostra fiducia nella vita e nell’uomo, nella sua ragione e nella sua capacità di amare”.


Città del Vaticano (AsiaNews) – Gli effetti della crisi finanziaria che ha colpito il mondo intero colpiscono in modo particolare le fasce più deboli della popolazione: è verso di loro che deve muoversi in modo particolare la solidarietà dei cattolici. E’ la raccomandazione che Benedetto XVI ha rivolto oggi, in occasione dell’incontro con i vescovi italiani, che stanno tenendo in Vaticano la loro assemblea generale. Esprimendo apprezzamento per una iniziativa dei vescovi italiani detta “Prestito della speranza”, il Papa ha sottolineato come la “rinnovata richiesta di generosità”, “evocando il gesto della colletta promossa dall’apostolo Paolo a favore della Chiesa di Gerusalemme, è una eloquente testimonianza della condivisione dei pesi gli uni degli altri. In un momento di difficoltà, che colpisce in modo particolare quanti hanno perduto il lavoro, ciò diventa un vero atto di culto che nasce dalla carità suscitata dallo Spirito del Risorto nel cuore dei credenti. È un annuncio eloquente della conversione interiore generata dal Vangelo e una manifestazione toccante della comunione ecclesiale”.

La necessità della formazione cristiana e dell’educazione in generale è stata poi sottolineata in modo particolare dal Papa, che ha parlato di “una esigenza costitutiva e permanente della vita della Chiesa, che oggi tende ad assumere i tratti dell’urgenza e, perfino, dell’emergenza”. “In un tempo in cui è forte il fascino di concezioni relativistiche e nichilistiche della vita, e la legittimità stessa dell’educazione è posta in discussione, il primo contributo che possiamo offrire è quello di testimoniare la nostra fiducia nella vita e nell’uomo, nella sua ragione e nella sua capacità di amare. Essa non è frutto di un ingenuo ottimismo, ma ci proviene da quella «speranza affidabile» (Spe salvi, 1) che ci è donata mediante la fede nella redenzione operata da Gesù Cristo. In riferimento a questo fondato atto d’amore per l’uomo può sorgere una alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità in questo delicato ambito della vita sociale ed ecclesiale”.

“La difficoltà di formare autentici cristiani si intreccia fino a confondersi con la difficoltà di far crescere uomini e donne responsabili e maturi, in cui coscienza della verità e del bene e libera adesione ad essi siano al centro del progetto educativo, capace di dare forma ad un percorso di crescita globale debitamente predisposto e accompagnato. Per questo, insieme ad un adeguato progetto che indichi il fine dell’educazione alla luce del modello compiuto da perseguire, c’è bisogno di educatori autorevoli a cui le nuove generazioni possano guardare con fiducia”. In questo Anno paolino, “risuona con singolare efficacia il suo invito: «Fatevi miei imitatori» (1Cor 11,1). Un vero educatore mette in gioco in primo luogo la sua persona e sa unire autorità ed esemplarità nel compito di educare coloro che gli sono affidati. Ne siamo consapevoli noi stessi, posti come guide in mezzo al popolo di Dio, ai quali l’apostolo Pietro rivolge, a sua volta, l’invito a pascere il gregge di Dio facendoci 'modelli del gregge' (1Pt 5,3)”.

“Risulta pertanto singolarmente felice la circostanza che ci vede pronti a celebrare, dopo l’anno dedicato all’Apostolo delle genti, un Anno sacerdotale. Siamo chiamati, insieme ai nostri sacerdoti, a riscoprire la grazia e il compito del ministero presbiterale. Esso è un servizio alla Chiesa e al popolo cristiano che esige una profonda spiritualità. In risposta alla vocazione divina, tale spiritualità deve si nutrirsi della preghiera e di una intensa unione personale con il Signore per poterlo servire nei fratelli attraverso la predicazione, i sacramenti, una ordinata vita di comunità e l’aiuto ai poveri. In tutto il ministero sacerdotale risalta, in tal modo, l’importanza dell’impegno educativo, perché crescano persone libere e responsabili, cristiani maturi e consapevoli”.
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giovedì 14 maggio 2009

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Uniamoci tutti nella Novena a Maria Ausiliatrice per la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton"!


Quella che vedete è la statua che Gilbert e Frances Chesterton donarono
alla loro parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù a Beaconsfield,
il paesino del Buckinghamshire (Inghilterra) dove abitarono per quasi tutta la loro vita insieme


Carissimi amici,


il Mese di Maggio ci vede impegnati nella recita quotidiana del Santo Rosario nelle nostre case, nelle nostre chiese e nei nostri gruppi.
Vogliamo invitarvi ad inserire al termine della recita del Rosario la Novena alla Beata Vergine Maria Ausiliatrice che si festeggia il 24 maggio. Questa festa, così cara al nostro amico San Giovanni Bosco, ci offre l'occasione per implorare con rinnovato ardore la grazia per la definitiva realizzazione dell'opera educativa che la cooperativa Capitani Coraggiosi ha messo in atto: la Scuola Media Libera "Gilbert Keith Chesterton".
Il progetto è assai più ampio e prevede la realizzazione di un complesso polisportivo e scolastico (con scuola media e superiore) e per far questo abbiamo bisogno di trovare il terreno dove realizzarlo e soprattutto di molte risorse economiche e umane.
Noi siamo certi che quello che stiamo facendo è buono e giusto (stiamo rispondendo all'appello del Papa Benedetto XVI, il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra come disse Santa Caterina da Siena, per porre rimedio all'emergenza educativa). Però "se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori". E ancora: "Senza di me non potete fare nulla", dice Gesù.

Vi chiediamo di sostenere e collaborare, ognuno come può, a quest'opera per la cara gioventù alla quale san Giovanni Bosco dedicò tutta la sua vita e le sue energie.

Per questo motivo affidiamo a Maria Ausiliatrice questa intenzione particolare e vi inviamo lo schema della Novena in suo onore da recitare al termine del Santo Rosario per nove giorni:

dal 15 maggio al 23 maggio:
- 3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento
- 3 Salve o Regina con la giaculatoria:
Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per noi


Il 24 maggio festa della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, sempre al termine del Rosario, si recita la preghiera in suo onore composta da san Giovanni Bosco:

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen



CONSIGLIO DI SAN GIOVANNI BOSCO

Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna accostarsi con frequenza ai Sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione, partecipare alla Messa e COMPIERE OPERE DI CARITA' (preferibilmente a favore della gioventù) in onore di Gesù, perché al Signore piace che si pratichi la carità!
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giovedì 19 marzo 2009

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Domenica si presenta la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton"...


... a Grottammare presso la Parrocchia di San Pio V.

Al termine di ogni messa verrà dato l'annuncio e ci saranno alcuni insegnanti che presenteranno l'opera.

Bella questa foto, vero? Vorremmo formare dei giovani capitani coraggiosi così. Ancora si può e lo vogliamo dimostrare.
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giovedì 5 febbraio 2009

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Eluana Englaro - E se facessimo come Padre Malachia e Gandalf?

Cari amici,
tutta questa vicenda della povera Eluana, che sembra ormai una di famiglia, fa venire in mente due storie (solo che Eluana è la realtà): la prima è Il Signore degli Anelli.

Avete presente quando sire Denethor, signore di Gondor, impazzito a forza di guardare l'Occhio di Sauron nel palantir, decide di dare fuoco al figlio Faramir in fin di vita, tornato da una missione suicida cui lo aveva costretto il suo orgoglio di padre? La storia come finisce? Lo salva Gandalf, lo stregone buono, che lo tira via dalle fiamme.

L'altra storia che viene in mente è Il Miracolo di Padre Malachia. Padre Malachia Murdoch, armato della sua cristallina e adamantina fede cattolica, come un bambino decide di chiedere il miracolo del trasferimento della balera Il Giardino dell'Eden su di una celebre montagna scozzese, e lo ottiene, nello sbalordimento ed imbarazzo di tutti.

Se noi facessimo altrettanto?

Se chiedessimo a Nostro Signore di salvare Eluana dalle fiamme di una morte assurda, di un rito iniziatico in cui questa poverella deve essere sacrificata sull'altare dell'ideologia della morte? Se lo chiedessimo pregando intensamente, tutti insieme, in una catena potente di preghiera forte e fidata, passando la voce a tutto il mondo?

Il Signore avrà davanti noi e il resto del mondo, la libertà di dire sì o dire no che ciascuno di noi ha.

Allora chiediamo al Signore con la preghiera del Rosario di salvare Eluana, di cambiare i cuori di chi ne vuole l'assurdo sacrificio, di svegliare tutti noi perché ciascuno faccia la sua parte e possiamo salvare tutti i soldati Eluana in giro per l'Italia e il mondo con la Speranza.

Che ne dite? Chi ci sta, batta un colpo.
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