venerdì 29 maggio 2009

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SCUOLA/ Il richiamo della Cei al «sacrosanto» diritto alla libertà di educazion

Da Il Sussidiario.net

Vincenzo Silvano
venerdì 29 maggio 2009

«La questione educativa: il compito urgente dell’educazione». E’ – fra le righe – un vero e proprio segnale alla società e al mondo politico italiano quello che è riecheggiato nell’Aula del Sinodo dei Vescovi in occasione della 59ª Assemblea Generale della CEI, apertasi nel pomeriggio del 25 maggio 2009 a Roma con la prolusione del Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Perché, proprio in questo momento storico di crisi economica e sociale, mettere a tema l’emergenza educativa? Non ci sono forse questioni più urgenti: i bilanci nazionali, le difficoltà delle famiglie, la solidarietà, la disoccupazione, l’immigrazione, la legge 40 e il testamento biologico, ecc..?
Scorrendo il testo della prolusione, infatti, parrebbe proprio così. Invece, al punto 9, ormai a conclusione della sua relazione introduttiva quasi fosse un semplice corollario, ecco invece un deciso affondo del Card. Bagnasco sull’educazione: «L’ambito nel quale più preoccupante appare l’impatto dello spirito del tempo è quello educativo. Infatti si parla, non a caso, di «emergenza», e non per analogia né per retorica: su questo fronte percepiamo effettivamente un allarme serissimo, che va via via dilatandosi».
Non è unasottovalutazione dei numerosi problemi sociali, alcuni dei quali resi oggi più evidenti dalla crisi e che, in effetti, il porporato ha subito toccato nel suo discorso; eppure – ha voluto indicarci il Card. Bagnasco- tra i marosi delle tante questioni drammatiche e improrogabili, occorre individuare il punto cruciale da cui ripartire, la cui assenza sta all’origine di tanti altri problemi: «poiché consideriamo l’emergenza educativa il fattore in grado di mettere a repentaglio l’equilibrio di una società e le possibilità concrete di un suo progresso, il Consiglio Permanente ha deciso di farne il tema centrale di questa Assise».
Occorre, cioè, ripartire dalla persona e da ciò che ne può favorire la realizzazione piena e integrale, perché solo questo è garanzia di una pacifica convivenza civile nonché di un equilibrato e rinnovato sviluppo sociale. Ecco perché il compito “urgente” dell’educazione.
E, parlando di educazione, non poteva mancare un forte richiamo alla questione della parità scolastica, messa ancora più a repentaglio dai venti di crisi e da scelte non sempre lungimiranti dell’attuale governo: “la scuola deve essere l'ultimo settore a cui una società deve togliere le proprie risorse” ha affermato mons. Coletti, responsabile della Conferenza episcopale italiana per l'educazione, tornando anche a rivendicare con forza la necessità che il governo applichi, con il dovuto sostegno economico, il «sacrosanto diritto» alla parità tra scuole statali e non statali.
«Sacrosanto»: non si tratta, cioè, della rivendicazione di un privilegio né di una questione confessionale, ma dell’esigenza ragionevole –vale a dire fondata su dati di realtà- di dar vita finalmente in modo pieno ad un sistema scolastico capace di valorizzare e armonizzare tutte le risorse educative della nostra società, facendole convergere nel contesto di un effettivo servizio pubblico. Esistono infatti aspetti di convenienza economica e civile che particolarmente oggi, in questo tempo di crisi, non possono più essere trascurati: il grande risparmio che le scuole paritarie garantiscono allo Stato e la possibilità di disegnare una concezione più autentica e matura della nostra convivenza civile, perché per educare occorre non solo istruire, bensì – come ha affermato il card. Bagnasco – «investire tutta l’intelligenza e la passione di cui siamo capaci» e questo accade oggi con più facilità nelle scuole paritarie, alla cui origine stanno – quasi sempre – un forte impeto ideale e una autentica passione educativa. Citando il grande pensatore Romano Guardini, il cardinale ha infatti aggiunto: «Che cosa dunque significa educare? […] Educare significa che io do a quest’uomo coraggio verso se stesso […]. Che lo aiuto a conquistare la libertà sua propria […]. Con quali mezzi? Sicuramente avvalendomi anche di discorsi, esortazioni, stimoli e metodi di ogni genere. Ma ciò non è ancora il fattore originale. La vita viene accesa solo dalla vita».
Insomma, come già in altre occasioni, l’assemblea dei vescovi italiani si è rivelata più laica e pragmatica di tanti benpensanti laicisti, “gettonatissimi” dai mass-media nazionali ma fondamentalmente incapaci di proposte costruttive. Questi, infatti, in nome di una concezione ideologica ormai stantia, continuano a negare alle famiglie una autentica libertà di educazione e pretendono che lo Stato continui a sperperare risorse per un modello di scuola centralistica che, anche a causa di un sistema così configurato, si rivela sempre più incapace di fronteggiare la montante emergenza educativa.
Torna inevitabile l’invito a un vero e proprio patto educativo tra la scuola e la famiglia, con obiettivi condivisi e con reciproci impegni. Ancora più radicalmente torna l’invito a riconoscere nei fatti concreti, e quindi anche a livello economico, una reale libertà di scelta, perché ogni famiglia possa scegliere la scuola alla quale mandare i figli in piena libertà, senza nessun condizionamento e senza nessun aggravio. Lo strumento delle detrazioni fiscali potrebbe, in questo senso, rappresentare un primo passo concreto e di semplice attuazione: un segnale di buona volontà da parte di chi Governa; un gesto di pacificazione nazionale rispetto allo scontro ideologico che fino ad oggi ha impedito l’attuazione della vera libertà di scelta educativa; una indicazione di cammino per giungere, nel tempo, ad un mix di strumenti che realizzi la piena parità economica e renda più efficiente l’intero sistema nazionale di istruzione.


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giovedì 28 maggio 2009

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Benedetto XVI ai vescovi italiani: crisi, solidarietà, fede, ragione, vita, emergenza educativa. Meno male che c'è il Papa.


Ricevendo i vescovi italiani, Benedetto XVI sottolinea il tema della “emergenza educativa”. In un tempo segnato da relativismo e nichilismo è necessario che gli educatori sappiano prima di tutto “testimoniare la nostra fiducia nella vita e nell’uomo, nella sua ragione e nella sua capacità di amare”.


Città del Vaticano (AsiaNews) – Gli effetti della crisi finanziaria che ha colpito il mondo intero colpiscono in modo particolare le fasce più deboli della popolazione: è verso di loro che deve muoversi in modo particolare la solidarietà dei cattolici. E’ la raccomandazione che Benedetto XVI ha rivolto oggi, in occasione dell’incontro con i vescovi italiani, che stanno tenendo in Vaticano la loro assemblea generale. Esprimendo apprezzamento per una iniziativa dei vescovi italiani detta “Prestito della speranza”, il Papa ha sottolineato come la “rinnovata richiesta di generosità”, “evocando il gesto della colletta promossa dall’apostolo Paolo a favore della Chiesa di Gerusalemme, è una eloquente testimonianza della condivisione dei pesi gli uni degli altri. In un momento di difficoltà, che colpisce in modo particolare quanti hanno perduto il lavoro, ciò diventa un vero atto di culto che nasce dalla carità suscitata dallo Spirito del Risorto nel cuore dei credenti. È un annuncio eloquente della conversione interiore generata dal Vangelo e una manifestazione toccante della comunione ecclesiale”.

La necessità della formazione cristiana e dell’educazione in generale è stata poi sottolineata in modo particolare dal Papa, che ha parlato di “una esigenza costitutiva e permanente della vita della Chiesa, che oggi tende ad assumere i tratti dell’urgenza e, perfino, dell’emergenza”. “In un tempo in cui è forte il fascino di concezioni relativistiche e nichilistiche della vita, e la legittimità stessa dell’educazione è posta in discussione, il primo contributo che possiamo offrire è quello di testimoniare la nostra fiducia nella vita e nell’uomo, nella sua ragione e nella sua capacità di amare. Essa non è frutto di un ingenuo ottimismo, ma ci proviene da quella «speranza affidabile» (Spe salvi, 1) che ci è donata mediante la fede nella redenzione operata da Gesù Cristo. In riferimento a questo fondato atto d’amore per l’uomo può sorgere una alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità in questo delicato ambito della vita sociale ed ecclesiale”.

“La difficoltà di formare autentici cristiani si intreccia fino a confondersi con la difficoltà di far crescere uomini e donne responsabili e maturi, in cui coscienza della verità e del bene e libera adesione ad essi siano al centro del progetto educativo, capace di dare forma ad un percorso di crescita globale debitamente predisposto e accompagnato. Per questo, insieme ad un adeguato progetto che indichi il fine dell’educazione alla luce del modello compiuto da perseguire, c’è bisogno di educatori autorevoli a cui le nuove generazioni possano guardare con fiducia”. In questo Anno paolino, “risuona con singolare efficacia il suo invito: «Fatevi miei imitatori» (1Cor 11,1). Un vero educatore mette in gioco in primo luogo la sua persona e sa unire autorità ed esemplarità nel compito di educare coloro che gli sono affidati. Ne siamo consapevoli noi stessi, posti come guide in mezzo al popolo di Dio, ai quali l’apostolo Pietro rivolge, a sua volta, l’invito a pascere il gregge di Dio facendoci 'modelli del gregge' (1Pt 5,3)”.

“Risulta pertanto singolarmente felice la circostanza che ci vede pronti a celebrare, dopo l’anno dedicato all’Apostolo delle genti, un Anno sacerdotale. Siamo chiamati, insieme ai nostri sacerdoti, a riscoprire la grazia e il compito del ministero presbiterale. Esso è un servizio alla Chiesa e al popolo cristiano che esige una profonda spiritualità. In risposta alla vocazione divina, tale spiritualità deve si nutrirsi della preghiera e di una intensa unione personale con il Signore per poterlo servire nei fratelli attraverso la predicazione, i sacramenti, una ordinata vita di comunità e l’aiuto ai poveri. In tutto il ministero sacerdotale risalta, in tal modo, l’importanza dell’impegno educativo, perché crescano persone libere e responsabili, cristiani maturi e consapevoli”.
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martedì 26 maggio 2009

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Colmiamo un vuoto clamoroso in rete: qualche riga e due foto su mons. Francesco Sciocchetti, eroe del cattolicesimo a tutto tondo sambendettese.



Il varo del San Marco, primo peschereccio a motore d'Italia, ideato da mons. Francesco Sciocchetti (che è visibile sotto la barca con i bambini davanti, che grande!!! Guardate il popolo!) - San Benedetto del Tronto, 1912.


Un bel primo piano di quest'uomo indomito

Quest'uomo è stato un grande.

Il popolo lo ha visceralemente amato, solo invidiosi e massoni lo hanno avversato.
In rete non abbiamo trovato una sola foto di questo grande sambenedettese, che vorreimo a Dio piacendo imitare. Allora ce le mettiamo noi, due foto.
Metto anche un breve profilo scritto dall'amico Pietro Pompei, nella speranza anzi nella certezza che chi leggerà, poi si entusiasmerà alla grande.

Evviva lu Curate de la Maréne (Il Curato della Chiesa della Madonna della Marina). Che Dio lo abbia in gloria!!!

La figura e l’opera di don Francesco Sciocchetti

Don Francesco Sciocchetti nacque a Ripatransone il 15 settembre 1863, ed è morto a S.Francisco di California (USA) il 3 maggio 1946. Aveva avuto il permesso di indossare l’abito ecclesiale già nel 1874. Celebrò la prima messa a Loreto il 20 giugno 1886.
La sua venuta a S.Benedetto fu originata da un moto incoercibile di altruismo e di carità: scoppiata nell’estate un’epidemia colerica, che causò in tre mesi ben 179 morti, il giovane sacerdote ripano si offrì volontariamente per l’assistenza ai colerosi. Cessato il colera, fu nominato prebendario della cattedrale di Ripa. Tornò come economo a S.Maria della Marina l’8 luglio 1887; e il 31 dicembre 1889 vi fu nominato definitivamente parroco. Da subito affrontò il lavoro pastorale con un’azione concertata sul versante spirituale e sul versante sociale. Nel 1891 fondò una prima associazione giovanile, quella dei “Luigini”, fatta di chierichetti e cantori, in coincidenza con il centenario di S.Luigi Conzaga: di essa fece parte anche Giacomino Bruni, oggi Venerabile Padre Giovanni dello Spirito Santo, le cui spoglie mortali riposano presso la chiesa abbaziale del Paese Alto. Nel 1893 fondò la Società di S.Giuseppe, che fu il nucleo originario e l’asse portante delle sue molteplici realizzazioni sociali, e che raggiunse ben presto i 400 iscritti . Era una associazione di mutuo soccorso, che aveva per motto “Religione, Lavoro, Risparmio” ed intendeva promuovere la cooperazione tra contadini ed operai. Altre iniziative furono quelle d’una specifica “Società operaia” ( 1896 ); d’un magazzino sociale, realizzato nel 1898 come cooperativa di consumo; d’una cassa rurale, fondata nel 1902; d’una cooperativa fra pescatori messa in piedi con l’aiuto dei murriani ( la “Società per la pesca” del 1902); d’una “ Società femminile di mutuo soccorso Madonna del Rosario”, sempre del 1902. Questa molteplice attività non poteva passare inosservata; cominciarono ben presto gli attacchi contro tutto quanto il “Curato” andava realizzando.
Nel 1897 avvenne un altro fatto assai doloroso: l’alluvione del 6 luglio, che procurò danni ingentissimi alle colture, alla viabilità, ai caseggiati della marina, procurando anche quattro morti. Il parroco Sciocchetti s’adoperò per il bene della sua gente come nei giorni della infezione colerica e s’ebbe un solenne encomio pubblico dal Prefetto di Ascoli Piceno e dal Sindaco di S.Benedetto. Per venire incontro alla fame autentica della sua gente allestì una cucina popolare quotidiana per i più poveri. Per risparmiare sulle spese “raccoglie combustibili, ed anche le bucce e i semi di pomodori dalla fabbrica per conserve iniziata da lui, e unisce i detriti che il mare getta sulla spiaggia dopo la burrasca e ne fa delle mattonelle”: si tratta de “la cioschie”, combustibile a nessun prezzo. E nel “magazzino sociale” da poco aperto, dava al prezzo di costo i generi di prima necessità.
La vecchia chiesa della Madonna della Marina, nei pressi del vecchio palazzo comunale, resa pericolante dalla furia delle acque, fu demolita nel maggio del 1899; la parrocchia dovette trasferirsi nella vicina chiesa di S.Giuseppe, inadeguata ai bisogni. Don Sciocchetti pose allora energicamente mano alla costruzione della nuova chiesa, di cui c’erano il progetto e poco più delle fondamenta, e in pochi anni di lavoro indefesso giunse all’inaugurazione, il 4 aprile 1908, dell’attuale Chiesa della Madonna della Marina, oggi Cattedrale.
Si rese conto ben presto dell’urgenza d’una stampa cattolica per informare ed educare la gente, ma anche per rintuzzare gli attacchi ingiusti e polemizzare in nome della verità, senza paura. Nel 1898, in via XX Settembre, aprì la libreria “S.Giuseppe”, affidandone la gestione al fratello Andrea, e vi impiantò una tipografia con “moderno macchinario a forza elettrica”. Aveva in animo di stamparvi un periodico cattolico. Cominciò nel 1902 con la stampa del mensile La pesca che fu il bollettino della Società da lui fondata, passò poi ad un vero e proprio quindicinale di battaglia: L’operaio, che iniziò le sue pubblicazioni il 1 gennaio 1905. Ed è soprattutto negli articoli di fondo e di spalla in prima pagina che si rivela il “genio” del Curato e l’impostazione del giornale, diventato ben presto settimanale, pensato e scritto per l’evangelizzazione e la coscientizzazione sociale della sua gente; contadini pescatori operai.
Un settore al quale dedicò grande attenzione fu quello dell’ emigrazione, in seguito alla crisi marinaresca del 1905-1906, suggerendo di aprire presso ogni parrocchia un Ufficio d’emigrazione. Il 1912 fu per don Sciocchetti particolarmente gratificante: scese in mare il S.Marco, un “portapesce”, e cioè il “primo battello peschereccio con motore ausiliario varato in Italia, nel maggio 1912, su concezione di mons. cav. Francesco Sciocchetti”. Per questa sua geniale innovazione il Curato fu premiato con medaglia d’oro dal Ministero dei Lavori Pubblici.
Durante il periodo della prima guerra mondiale, don Francesco allestì di nuovo una cucina popolare per dare minestra e pane a circa duecento bambini, figli di richiamati alle armi, e ai molti profughi del Veneto che fuggirono a S.Benedetto; aprì un ufficio per la spedizione dei pacchi ai prigionieri; attivò una singolare “scarperia”. Il soccorso ai poveri fu ancor più intensificato durante l’epidemia influenzale della spagnola..
Accanto a queste attività assistenziali, c’erano da sempre, quelle educative: l’oratorio e il catechismo a settecento ragazzi ogni domenica divisi in quaranta classi; il circolo giovanile con scuola di ginnastica e attività ricreative; accademie musicali e letterarie, drammi e melodrammi al teatro “ Virtus” poi diventato “S.Giovanni Bosco”; un cinematografo per le famiglie; scuole serali, animate dal fratello pittore don Luigi, per apprendisti artigiani; laboratorio per le ragazze. Era un mondo nel mondo. Giustamente si dava di lui questo giudizio riepilogativo:

Sotto la direzione paterna del Curato si viveva in letizia. Uomo dinamico, animatore, precursore dei tempi nuovi, se avesse avuto possibilità, avrebbe voluto di questo lembo di terra farne un paradiso terrestre. Noi siamo stati immeritevoli d’averlo con noi sino alla fine”.

“Sino alla fine” il Curato non riuscì proprio a rimanere. Era veramente stanco. Il 13 aprile 1920 se ne “fuggì” dalla sua S.Benedetto, dopo trentadue anni di faticosa e geniale attività pastorale. Andò prima ad Assisi e dopo un breve ritorno a S.Benedetto, decise definitivamente di raggiungere (il 30 settembre 1921) i fratelli, tra cui don Luigi, a S. Francisco in California. Qui morì il 3 maggio 1946.


(A cura di P. Pompei: Notizie tratte dal libro “Il Movimento cattolico a S.Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto Marche tra Ottocento e Novecento” di Mons. G. Chiaretti).
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venerdì 22 maggio 2009

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Scuola G. K. Chesterton - Ecco cos'è l'educazione!!!

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Caro Marco,
Ti invio in allegato alcune foto della manifestazione "Smart tour dello sport" finanziata dall'Ambito Territoriale sociale n. 21 e realizzata dalla Cooperativa Capitani Coraggiosi. L'attività si è svolta a Montefiore il 17 maggio 2009.
Hanno partecipato: Centro di Aggregazione Giovanile di Campofilone, Centro di Aggregazione Giovanile di Pedaso, Centro di Aggregazione Giovanile di Carassai, Centro di Aggregazione Giovanile di Montefiore, Associazione Sportiva Dilettantistica "Gagliarda Sambenedettese", Associazione di Volontariato "Giovanni Paolo II".
La manifestazione si proponeva come obiettivo la promozione dello sport e del divertimento sano. Per conto nostro siamo stati come sempre sanissimi!

Ciao!

Giorgio
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martedì 19 maggio 2009

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Scuola G. K. Chesterton - Una bella lettera e un concreto aiuto.

"Ordona, 08/05/09

Caro direttore,
mi chiamo Angelo, ho 22 anni e sono uno studente di ingegneria elettrica del Politecnico di Bari (...). La «conosco» per via del «Vivere e non vivacchiare» al quale la mia mamma ha fatto l'abbonamento un po' di anni fa conoscendovi al Meeting di Comunione e Liberazione (...). Da allora rinnoviamo l'abbonamento molto volentieri e lo proponiamo anche ad altri poiché per noi siete un esempio concreto di cristiani all'opera.
Le scrivo perché anche quest'anno, come da un po' di anni a questa parte, quando arriva la Quaresima si discute in casa su quale fiorett(o/i) fare dal punto di vista familiare. Con i miei, abbiamo deciso di guardar meno la televisione la sera e poi di donare un po' del nostro denaro, ognuno secondo le proprie possibilità, tanto al giorno, per tutta la durata della Quaresima. Questo gesto di fedeltà, costanza e obbedienza ha portato alla fine ad un totale di € 60,00.
Ed è qui che è sorta la domanda: «a chi destiniamo questi soldi?". L'anno scorso abbiamo deciso di mandarli agli amici di «Radio Maria», che ci sostengono nella fede e tengono viva la speranza ogni giorno; ed anche quest'anno si delineava la stessa cosa.
Ma pochi giorni prima di Pasqua è arrivata la lettera della Compagnia dei Tipi Loschi dove ci chiedevate di sostenervi per la realizzazione della Scuola Media Libera «Gilbert Keith Chesterton». Allora davanti a questa «coincidenza» abbiamo reputato più opportuna ed urgente la vostra proposta; e proprio domani andrò a devolvere il nostro piccolo contributo.
Ho deciso di scriverle perché reputavo importante farle sapere il perché della nostra scelta e soprattutto il come siamo arrivati a farla. Grazie della vostra presenza.

Angelo"

IL GRAZIE, ENORME, IN REALTA' LO DOBBIAMO DIRE NOI AD ANGELO E ALLA SUA FAMIGLIA, CHE CI INSEGNANO LA FEDE LA SPERANZA E LA CARITA'!

GRAZIE MILLE PER LA VOSTRA FEDELTA' E PER LA VOSTRA AMICIZIA!

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giovedì 14 maggio 2009

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Uniamoci tutti nella Novena a Maria Ausiliatrice per la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton"!


Quella che vedete è la statua che Gilbert e Frances Chesterton donarono
alla loro parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù a Beaconsfield,
il paesino del Buckinghamshire (Inghilterra) dove abitarono per quasi tutta la loro vita insieme


Carissimi amici,


il Mese di Maggio ci vede impegnati nella recita quotidiana del Santo Rosario nelle nostre case, nelle nostre chiese e nei nostri gruppi.
Vogliamo invitarvi ad inserire al termine della recita del Rosario la Novena alla Beata Vergine Maria Ausiliatrice che si festeggia il 24 maggio. Questa festa, così cara al nostro amico San Giovanni Bosco, ci offre l'occasione per implorare con rinnovato ardore la grazia per la definitiva realizzazione dell'opera educativa che la cooperativa Capitani Coraggiosi ha messo in atto: la Scuola Media Libera "Gilbert Keith Chesterton".
Il progetto è assai più ampio e prevede la realizzazione di un complesso polisportivo e scolastico (con scuola media e superiore) e per far questo abbiamo bisogno di trovare il terreno dove realizzarlo e soprattutto di molte risorse economiche e umane.
Noi siamo certi che quello che stiamo facendo è buono e giusto (stiamo rispondendo all'appello del Papa Benedetto XVI, il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra come disse Santa Caterina da Siena, per porre rimedio all'emergenza educativa). Però "se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori". E ancora: "Senza di me non potete fare nulla", dice Gesù.

Vi chiediamo di sostenere e collaborare, ognuno come può, a quest'opera per la cara gioventù alla quale san Giovanni Bosco dedicò tutta la sua vita e le sue energie.

Per questo motivo affidiamo a Maria Ausiliatrice questa intenzione particolare e vi inviamo lo schema della Novena in suo onore da recitare al termine del Santo Rosario per nove giorni:

dal 15 maggio al 23 maggio:
- 3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento
- 3 Salve o Regina con la giaculatoria:
Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per noi


Il 24 maggio festa della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, sempre al termine del Rosario, si recita la preghiera in suo onore composta da san Giovanni Bosco:

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen



CONSIGLIO DI SAN GIOVANNI BOSCO

Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna accostarsi con frequenza ai Sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione, partecipare alla Messa e COMPIERE OPERE DI CARITA' (preferibilmente a favore della gioventù) in onore di Gesù, perché al Signore piace che si pratichi la carità!
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mercoledì 13 maggio 2009

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Un piccolo contributo ai terremotati dell'Aquila.


Quella che vedete è la fattura di acquisto di alcuni generi alimentari, comprati grazie al contributo di diversi amici, piccoli e grandi, desiderosi di fare la loro parte per l'Abruzzo.

I generi sono stati consegnati agli amici del Banco Alimentare Abruzzo che l'hanno subito messi a disposizione dei terremotati.

Grazie a tutti!
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SCUOLA/ Se il Parlamento è d’accordo, cos’altro aspettare per una effettiva libertà di educazione?




di Vincenzo Silvano, presidente della Federazione delle Opere Educative della Compagnia delle Opere.


La conclusione dell’anno scolastico si profila già all’orizzonte ed è doveroso cominciare a fare qualche bilancio anche sullo stato della parità scolastica nel nostro Paese. E’ stato, infatti, un anno “vissuto pericolosamente”: difficile e preoccupante per alcuni aspetti, foriero di speranze per altri.

Dopo i tagli imprevisti e sconcertanti (date le promesse elettorali e gli orientamenti politici dell’attuale Governo), dopo le veementi proteste e le battaglie portate avanti dalla CdO Opere Educative (spesso insieme anche ad altre associazioni) sia nelle sedi istituzionali sia in quelle della pubblica opinione, si è tornati ad una situazione analoga a quella esistente durante il precedente Governo, sebbene il recupero del finanziamento tagliato non sia stato integrale. Mancano ancora all’appello circa 14 milioni di euro, e chissà se li rivedremo mai; a onor del vero, però, una cifra analoga era stata accantonata anche durante il governo Prodi, e pure quella pare caduta nel dimenticatoio.

Alle grandi e comprensibili preoccupazioni per i tagli ed i ritardi nei finanziamenti alle scuole, molte delle quali già a rischio di sopravvivenza, sono seguiti alcuni importanti risultati, per i quali la CdO Opere Educative ha sicuramente giocato un ruolo non secondario: il reintegro di buona parte dei finanziamenti tagliati, l’istituzione per decreto di una Commissione Parità Scolastica presso il MIUR, la firma del Decreto Ministeriale 34/09, col quale si è giunti a delineare un quadro chiaro circa l’entità dei contributi spettanti alle scuole paritarie.

Contemporaneamente, e in qualche misura anche “grazie” alla situazione verificatasi a seguito dei tagli, abbiamo potuto constatare un fenomeno nuovo e incoraggiante: la presa di posizione a favore della libertà di scelta educativa da parte di numerosi schieramenti politici, compresi alcuni fra quelli tradizionalmente ostili alla scuola non statale. Pur con qualche distinzione e differenti sottolineature, un consenso “multipartisan” ha infatti accompagnato le richieste di reintegro dei fondi e l’invito ad incamminarsi, finalmente, verso una completa realizzazione di quanto previsto dalla Legge 62/2000, cioè una piena e totale parità, anche economica.

Le mozioni approvate alla Camera pochi giorni fa, presentate –prendendo in esame diversi aspetti- da tre diversi schieramenti politici (PdL, Udc, IdV) e tutte a favore della parità scolastica, ne sono una ulteriore conferma e indicano che il clima politico sta davvero cambiando: la libertà di scelta educativa non è più un tabù che causa feroci scontri ideologici, ma comincia (se non per motivi ideali almeno per ragioni di convenienza economica) a diventare oggetto di dibattito civile e costruttivo. Persino la mozione presentata dal PD, respinta perché conteneva anche la richiesta di “ripristinare le somme destinate alla scuola pubblica e decurtate con la Finanziaria”, in qualche modo teneva conto dell’esigenza di salvaguardare la scuola paritaria.

Quello che fino a poco tempo fa pareva improponibile, oggi è possibile chiederlo ufficialmente al Governo: «garantire la certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione delle risorse per le scuole paritarie»; che si impegni «ad adottare iniziative per prevedere in tempi rapidi il ripristino integrale delle risorse sottratte alle scuole paritarie dalla manovra economica; a realizzare interventi volti a facilitare e promuovere le condizioni per l'effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e paritarie».

E non è più oggetto di scandalo chiedere di «predisporre uno specifico strumento legislativo che, con risorse aggiuntive dello Stato, realizzi interventi speciali a sostegno della libertà di scelta educativa delle famiglie, anche mediante un mix di strumenti, quali: buoni scuola per la copertura, in tutto o in parte, dei costi di iscrizione e di frequenza in scuole paritarie; detrazioni fiscali a favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie in misura adeguata a ridurre significativamente gli oneri, calibrate a scalare per le famiglie con i redditi più bassi».

Questo e altro è possibile leggere nelle mozioni approvate, e va benissimo.

Però ora, visto l’ampio consenso, occorre passare dalle intenzioni ai fatti, magari cominciando dal poco, ma cominciando, perché siamo in mezzo al guado e rischiamo di rimanerci; anzi, di affondarci.

Per esempio, quello che già in altre occasioni è statp suggerito come strumento per dare concretezza ai discorsi, cioè la defiscalizzazione delle rette, sarebbe facilmente realizzabile e attivabile. Sicuramente non sarebbe la soluzione totale e definitiva, (che riteniamo essere un mix tra defiscalizzazione e Dote modello Lombardia) ma rappresenterebbe almeno un primo passo concreto.

I tempi sono maturi; mancare l’occasione, offerta dalle condizioni che si stanno realizzando durante questa legislatura, configurerebbe una responsabilità gravissima per chi ha il potere/dovere di decidere. Non vorremmo in futuro, chiosando un famoso proverbio, dover tristemente dire: “di buone mozioni è lastricato il Parlamento”.. E intanto per le scuole paritarie sarebbe “l’inferno” e per le famiglie, ancora in attesa della libertà di scelta educativa garantita dalla Costituzione, l’ennesima amara delusione.

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venerdì 8 maggio 2009

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Il Papa in Terra Santa - Dossier di AsiaNews


Qui trovate un ampio ed interessante dossier di AsiaNews sul Viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa!

Sosteniamo il Papa con la preghiera, offrendo qualcosa di nostro e difendendolo in ogni occasione opportuna ed inopportuna.
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Lunedì 11 Maggio 2009 il primo incontro del ciclo "Oggi educare è possibile?"

Vi invitiamo a partecipare alla conferenza del ciclo "Oggi educare è possibile?" promossa dalla nostra cooperativa insieme ad altre opere educative del territorio con il contributo della Fondazione Carisap.

Il 1° incontro si terrà l'11 maggio 2009 alle ore 17,45 presso l'auditorium Fondazione Carisap di Ascoli Piceno.

Interverrà la Dottoressa Vittoria Maioli Sanese.

VITTORIA MAIOLI SANESE (Rimini 1943) è psicologa della coppia e della famiglia. Ha fondato nel 1970 il Consultorio Famigliare (associato UCIPEM) di Rimini, di cui è tuttora direttore. Oltre al lavoro clinico con le coppie, guida da anni gruppi di riflessione e di formazione per genitori, operatori sociali, educatori, psicologi. Ha svolto e svolge un lavoro di ricerca sulla coppia e sulla famiglia dal punto di vista psicologico, esistenziale, sociale, culturale e antropologico. Numerosi i suoi interventi in convegni, congressi e seminari.

Autrice dei libri: "Come Figlio", "Perchè ti amo", "Ho sete per piacere", ...


L'incontro sarà molto interessante pertanto vi invitiamo caldamente a partecipare. Contattami per poter andare insieme in auto (Giorgio Pellei 347/1960934)

In allegato trovate il manifesto completo dell'iniziata. Promuovetelo il più possibile.

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giovedì 7 maggio 2009

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Un bel bigliettino e un bel dono...


Molti di voi sanno della nostra iniziativa di raccogliere fondi per costruire una bella sede per la nostra Scuola Media Libera "G. K. Chesterton", compreso un centro polisportivo bello ed adatto ad incontrare tanti giovani desiderosi di una vita piena di soddisfazioni, di amicizia, di cose semplici e belle.

Una nostra amica di Treviso, Lara, assieme ai suoi genitori, ci ha mandato una generosa offerta per la quale la ringraziamo di vero cuore. Insieme ci ha mandato questo simpatico bigliettino che mostra un simpaticissimo Paperino prestigiatore, e dietro c'è scritto questo:

"A costruire la scuola con il cappello magico ci hanno già provato in tanti... BENVENUTI A VOI che sicuramente usate ALTRI METODI, CRITERI E VALORI. In bocca al lupo! Lara e famiglia".
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