mercoledì 28 gennaio 2009

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C'è letteratura su di noi - "Mai più soli", Capitani Coraggiosi e Fondazione Carisap su Radio 1


Cari amici,
si parla di noi e della Fondazione Carisap nel servizio andato in onda il 23 Gennaio 2009 nel corso del programma di Rai Radio 1 "L'Italia che va".

Si parla di noi (e chi parla è il presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini Marini) a proposito del progetto "Mai più soli", sostenuto dalla Fondazione e attuato da noi.

In altri luoghi del blog troverete traccia di "Mai più soli", che sta andando avanti nel lavoro quotidiano e costante.

Cliccando qui troverete il file mp3 sul sito della Rai; la parte della trasmissione che parla di noi è poco prima della metà del file. Cliccando invece qui troverete la pagina del programma, oggi ancora con il sommario dell'ultima puntata (quella del 23 Gennaio).
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martedì 27 gennaio 2009

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Eluana Englaro - rassegna stampa di oggi

27 Gennaio 2009 - CorrieredellaSera
Fine Vita
La legge del Pdl 140 KB

27 Gennaio 2009 - Avvenire
Fine Vita
Né accanimento né eutanasia 114 KB

27 Gennaio 2009 - ItaliaOggi
Fine Vita
Una legge dopo Eluana 161 KB

27 Gennaio 2009 - Sole24ore
Eutanasia
ELUANA. Il Tar dà ragione al padre 85 KB

27 Gennaio 2009 - Stampa
Eutanasia
ELUANA. Formigoni: strabiliante che i giudici si sostituiscano al Parlamento 64 KB
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Eluana Englaro - Il TAR della Lombardia detta di fatto una nuova legge mentre dovrebbe fare sentenze e dice che Eluana deve morire.

Da Il Giornale di oggi 27 Gennaio 2009 -

Milano - Beppino vince il ricorso. Annullato il provvedimento con il quale, il 3 settembre scorso, la Regione Lombardia aveva negato la possibilità a tutto il personale sanitario di interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiali a Eluana, della donna, in stato vegetativo da 17 anni. Il Tar lombardo "ha accolto in ogni sua parte" il ricorso presentato da Beppino Englaro contro la Regione Lombardia. Lo ha riferito l’avvocato del signor Englaro, Vittorio Angiolini, che ha appena ricevuto la sentenza emessa dalla terza sezione del tribunale amministrativo regionale di Milano presieduta da Giordano Domenico. "È una sentenza molto precisa - ha detto Angiolini - sotto tutti i punti di vista. Sono sette pagine. Tratta tutte le questioni senza alcuna esclusione, inclusa quella secondo cui la Regione ha sbagliato nel ritenere di non avere obblighi dopo la sentenza". Anzi, nella sentenza amministrativa, la Lombardia "dovrà indicare la struttura sanitaria dotata di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi" per garantire il diritto al rifiuto delle cure espresso da Eluana.

La sospensiva Beppino Englaro tramite i suoi legali aveva impugnato il provvedimento dello scorso settembre della regione Lombardia con riserva di chiedere la sospensiva. Sospensiva chiesta infatti lo scorso 31 dicembre. Giovedì scorso, davanti alla terza sezione del Tar, si è tenuta l’udienza camerale che inizialmente doveva appunto riguardare le richiesta di sospensiva. Ma su richiesta del professor Vittorio Angiolini, legale di Englaro, e dell’avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, i giudici hanno deciso di entrare nel merito della vicenda e, con giudizio breve, emettere una sentenza, relativa alla richiesta di annullamento dell’atto amministrativo della direzione generale dell’assessorato alla Sanità.

La soddisfazione a casa Englaro "Non posso che essere soddisfatto". Questo il commento di Beppino Englaro dopo aver appreso che il Tar ha accolto il ricorso da lui presentato. Englaro non ha voluto aggiungere altro. L’autorizzazione alla sospensione del trattamento vitale era stata data lo scorso 9 luglio con un decreto dei giudici della Corte d’Appello di Milano. "La sentenza parla da sé - ha detto Englaro - non c’è nessun commento da fare, basta leggere e ci si rende conto che, grazie a Dio, viviamo in uno Stato di diritto".

Le motivazioni Tra le motivazioni del Tar i legge che: "Il diritto costituzionale di rifiutare le cure, come descritto dalla Suprema Corte, è un diritto di libertà assoluto, il cui dovere di rispetto si impone erga omnes, nei confronti di chiunque intrattenga con l’ammalato il raporto di cura, non importa se operante all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata". "La manifestazione di tale consapevole rifiuto - scrive ancora il presidente Domenico Giordano - rende quindi doverosa la sospensione di mezzi terapeutici il cui impiego non dia alcuna speranza di uscita dallo stato vegetativo in cui versa il paziente e non corrisponda con il mondo dei valori e la visione di vita dignitosa che è propria del soggetto. Qualora l’ammalato decida di rifiutare le cure tale ultima manifestazione di rifiuto farebbe immediatemente venire meno il titolo giuridico di legittimazione del trattamento sanitario costituente imprescindibile presupposto di liceità del trattamento sanitario medesimo, venendo a sorgere l’obbligo giuridico del medico di interrompere la somministrazione di mezzi terapeutici indesiderati". Il Tar ricorda quindi "come ha precisato la Suprema Corte", che "tale obbligo giuridico sussiste anche ove si tratti di trattamento di sostegno vitale il cui rifiuto conduca alla morte, giacchè tale ipotesi non costituisce, secondo il nostro ordinamento, una forma di eutanasia bensì la scelta insindacabile del malato a che la malattia segua il suo corso naturale fino all’inesorabile

exitus".

La replica di Bagnasco "Togliere l’alimentazione e l’idratazione a una persona per di più ammalata è determinarla verso un inaccettabile epilogo eutanasico": riafferma il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a proposito della vicenda di Eluana Englaro. Il porporato, aprendo i lavori del consiglio permanente della Cei, ha ribadito che "con questa tecnica si sta cercando di far passare nella mentalità comune una pretesa nuova necessità, il diritto di morire, e si vorrebbe dare a esso addirittura la copertura dell’articolo 32 della Costituzione. Il vero diritto di ogni persona umana, che è necessario riaffermare e garantire, è invece il diritto alla vita che infatti è indisponibile".

Sacconi: amareggiato ma non rassegnato Dice di essere "amareggiato" ma "non rassegnato" il ministro del Welfare Maurizio Sacconi sulla decisione del Tar, per la quale auspica ora un ricorso al COnsiglio di Stato. "Prendo atto con amarezza ma senza rassegnazione della sentenza del Tar della Lombardia che, del resto, non inficia il mio atto di orientamento generale al Servizio sanitario nazionale, che non era oggetto di giudizio davanti al Tar", spiega il ministro in una nota. La sentenza "sostiene che il mio atto, per quanto autorevole, non è sufficiente a inibire nello specifico caso Englaro una sorta di diritto soggettivo sostenuto dal provvedimento della Corte di Cassazione. Auspico peraltro il ricorso al Consiglio di Stato - aggiunge Sacconi - da parte della Regione Lombardia, perché rimango convinto che, in assenza di una legge specifica, non vi siano ragioni per far venir meno uno dei contenuti principali dei livelli essenziali di assistenza che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale: quello del dovere di idratazione e alimentazione di una persona non in grado di provvedere a se stessa".

Formigoni: valuteremo il ricorso La Giunta regionale della Lombardia, valuterà domani "un eventuale ricorso" al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar . Lo ha annunciato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. "È strabiliante che si pretenda di deliberare sulla vita e la morte di una persona per via amministrativa, facendo così dipendere una decisione tanto drammatica da un rapporto tra pubbliche amministrazioni, mentre, ai sensi stessi della Costituzione, i diritti fondamentali, tra cui quello alla vita, sono indisponibili. Non sono cioè alla mercè di nessun tribunale". "La legge - aggiunge Formigoni - attribuisce alle Regioni, tramite il servizio sanitario, il compito di assistere e curare le persone con lo scopo di guarirle. Non posso accettare che la magistratura ci attribuisca un altro compito, quello di togliere la vita".

"Le leggi le fa il parlamento" "Ricordo - afferma ancora Formigoni - che le leggi le fa il parlamento su delega del popolo, mentre il compito della magistratura è quello di far rispettare le leggi, non di farle". "Infine - conclude il presidente della Regione Lombardia - non è neanche vero che si chiederebbe al servizio sanitario di limitarsi a sospendere un trattamento. Infatti, come la Corte d’Appello aveva specificato, alla Regione non verrebbe richiesta nè la sola sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione, nè la semplice sospensione di una prestazione sanitaria, ma la vera e propria somministrazione di uno specifico trattamento, peraltro non previsto dai livelli di assistenza del servizio sanitario nazionale".

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lunedì 26 gennaio 2009

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IL FATTO/ Italiani, basta lamentarsi. Ode alla badante moldava

Giorgio Vittadini

venerdì 23 gennaio 2009

La storia che voglio raccontare può sembrare al limite, ma rappresenta uno squarcio sulla nostra società che mette in luce questioni che toccano tutti. In occasione di una grave malattia di mia madre ho conosciuto una signora moldava che le ha fatto da badante fino al suo decesso.

La signora, sulla quarantina, è venuta in Italia con la figlia diciottenne diplomata al liceo, dopo la morte precoce del marito a seguito di un incidente stradale. Mentre faceva in modo egregio la badante e sottraendo tempo al sonno, ha seguito un corso per Osa (Operatore socio assistenziale). La figlia, dato il non riconoscimento del titolo di studio moldavo in Italia, si è iscritta ad un istituto tecnico per periti aeronautici, accettando serenamente di ricominciare a frequentare le lezioni con alunni molto più giovani di lei. Inoltre, per contribuire al mantenimento suo e di sua mamma, ha contemporaneamente lavorato in un McDonald. La mamma, una volta conseguito il titolo di Osa, ha trovato lavoro in una cooperativa che gestisce case per anziani, mentre ha continuato a fare la badante.

La figlia si è diplomata con 80 punti su 100 e, nell’attesa di un lavoro pertinente al titolo di studio, ha continuato a lavorare nel McDonald. Grazie alla garanzia di alcuni amici, le due donne hanno potuto accendere il mutuo per una casa che, in poco tempo, hanno sistemato con una grande cura trasformandola in un luogo accogliente, personale ed estremamente curato nei particolari. Mentre continuano a lavorare, le due donne non smettono di desiderare: la mamma vorrebbe iscriversi a un corso per infermieri, la figlia aspira ad un lavoro nel suo ramo. Ciò che colpisce è la positività del loro atteggiamento.

Pur dovendo affrontare ogni giorno problemi infinitamente più gravi di quelli incontrati da cittadini italiani, ciò che domina è la mancanza di pretese e il senso di profonda gratitudine verso il nostro Paese e coloro che hanno incontrato, il gusto per il lavoro e la mancanza di lamento per la fatica. La giovane colpisce se si paragona a persone della sua età perché questa vita piena di impegno non la intristisce. Anzi, si può dire che, in entrambe, fiorisce il gusto per la bellezza. La mamma, mentre assisteva gli anziani e la figlia, durante studio e lavoro, nel poco tempo libero che avevano, hanno imparato a ricamare e i loro lavori artigianali sono splendidi.

In un clima dove sembra dominare solo il vento plumbeo della crisi, la ricerca di brevi momenti di evasione per chi può, la lamentazione e l’accusa, la denuncia dell’impossibilità ad andare avanti, figure del genere fanno pensare. Sembra di vedere i nostri emigrati di decine d’anni fa, concentrati sul desiderio di migliorare la propria condizione e quella della loro famiglia. Questo esempio è per noi il suggerimento di una posizione umana che potrebbe rendere molto più facile affrontare questa crisi.

In fin dei conti, quello che non è mai mancato al nostro popolo è un desiderio motivato e sostenuto dalla fede cristiana o da ideali mossi da amore per la giustizia e la libertà, di accettare la sfida posta dalla realtà, di lottare per migliorare la condizione personale, della propria famiglia, della gente intorno a sé, di utilizzare la propria intelligenza, creatività, volontà per uscire dalle difficoltà senza farsi scoraggiare.

Anzi, questa è forse la risorsa più grande di un Paese senza materie prime, forza militare, coesione politica, una risorsa che è condizione della possibile riuscita di qualunque manovra economica o di accettazione di precetti morali per la pubblica amministrazione o l’economia privata. Guardando chi da poco arrivato fra noi ce lo testimonia non possiamo non ricordarcene.

(Pubblicato su Il Riformista del 23 gennaio 2009)
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venerdì 16 gennaio 2009

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L'incontro sull'educazione a Gavardo (BS)

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Scuola G. K. Chesterton - incontri di presentazione


In queste prossime settimane terremo alcuni incontri di presentazione della Scuola Media Libera "G. K. Chesterton" in vari luoghi allo scopo di promuovere le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2009-2010. Ecco un piccolo promemoria:

sabato 17 Gennaio 2009 - ore 16.00 - Parrocchia di San Giovanni Battista - Grottammare
sabato 24 Gennaio 2009 - 0re 16.00 - Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù - Martinisicuro

sabato 7 Febbraio 2009 - ore 16.00 - Parrocchia di San Pio X - San Benedetto del Tronto

Chi è interessato, partecipi liberamente. Vi aspettiamo!
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mercoledì 14 gennaio 2009

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Grasse attività

Cari Amici,
vi annunciamo che:
- Domenica 25 gennaio ci sarà una grassissima gita sulla neve a Colle San Marco.
La partenza con il pullman è prevista per le ore 8:00 a Pedaso e per le ore 8:30 a San Benedetto (piazza Kolbe).
La quota di partecipazione è di 12 euro.
Munirsi di materiale per la neve, pranzo al sacco, autorizzazione firmata per i minorenni, materiale per scivolare...
Le iscrizioni sono da dare entro il 21 gennaio a DANIELA ALESIANI; siate duttili e non aspettate l'ultimo giorno, perchè rischiate anche con 2 pullman di rimanere fuori e quindi a casa!
Il rientro è previsto per le ore 18:00 e in caso di maltempo la giornata verrà rimandata a data da destinarsi.
- Domenica 1 febbraio ci sarà invece il torneo di calcio a cinque di San Giovanni Bosco.
A breve vi daremo chiarimenti circa il programma. Ci faremo vivi presto!
Per qualsiasi altro chiarimento, siamo a vostra disposizione,
avvisate di questa e-mail tutti coloro che non la hanno a disposizione, grazie,
Federica, Daniela, Elisa, Roberta e Marco Pellei.
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giovedì 1 gennaio 2009

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Il Papa: "Occorrono sobrietà e solidarietà - Rivedere profondamente il modello di sviluppo" - Il suo programma cioè il nostro programma.

Città del Vaticano Papa Benedetto XVI ha dato inizio, alle 10 di stamani, alla solenne messa cantata di inizio anno, dedicata, nella liturgia cattolica a Maria santissima madre di Dio. La celebrazione coincide con la quarantaduesima Giornata mondiale della pace, per la quale, nelle settimane scorse, il Vaticano aveva diffuso e presentato il messaggio di Ratzinger intitolato "Combattere la povertà, costruire la pace". Nella basilica di San Pietro, gremita da una folla di fedeli, sono presenti, nelle prime file, molti rappresentanti del corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede.

Rivedere modello di sviluppo La crisi economica deve condurre ad una "revisione profonda del modello di sviluppo dominante" che permetta di riscoprire "la sobrietà e la solidarietà", secondo il Papa. "L’attuale crisi economica globale va vista in tal senso anche come un banco di prova", ha detto il Papa durante la messa di capodanno nella basilica di San Pietro: "Siamo pronti a leggerla, nella sua complessità, quale sfida per il futuro e non solo come un'emergenza a cui dare risposte di corto respiro?", si è domandato Benedetto XVI. "Siamo disposti a fare insieme una revisione profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e lungimirante? Lo esigono, in realtà, più ancora che le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo". Per il Papa, "per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti, occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà, quali valori evangelici e al tempo stesso universali".

Combattere la povertà Durante la messa il Papa è tornato al tema "Combattere la povertà, costruire la pace", oggetto del suo recente messaggio per l’odierna Giornata mondiale della pace. Ci sono, ha sottolineato Ratzinger "forme di povertà non materiale che si riscontrano pure nelle società ricche e progredite: emarginazione, miseria relazionale, morale e spirituale".

Contro la corsa agli armamenti In particolare, il Papa ha criticato "l’inaccettabile corsa ad accrescere gli armamenti". "Da una parte - ha detto - si celebra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, e dall'altra si aumentano le spese militari, violando la stessa Carta delle Nazioni Unite, che impegna a ridurle al minimo".

Gaza, basta violenze Mentre prosegue la crisi della Striscia di Gaza il Papa, nel corso della messa di capodanno a San Pietro, fa appello per la pace, un "desiderio profondo" che "sale dal cuore della grande maggioranza delle popolazioni israeliana e palestinese".

Servono coraggio, sobrietà e solidarietà Forza d’animo per non lasciarsi scoraggiare, sobrietà e solidarietà: sono questi i valori che possono aiutarci ad attraversare (e superare) la crisi economica mondiale. Parola di Benedetto XVI, per il quale "anche se all’orizzonte vanno disegnandosi non poche ombre sul nostro futuro, non dobbiamo avere paura". "La nostra grande speranza di credenti ci dà la forza di affrontare e di superare le difficoltà della vita" in tempi "segnati da incertezza e preoccupazione per l’avvenire", ha affermato al termine di un anno che "si chiude con la consapevolezza di una crescente crisi sociale ed economica, che ormai interessa il mondo intero". Una crisi, ha aggiunto nel corso del solenne "Te Deum" da lui guidato ieri sera in San Pietro, "che chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà".

Non pensare solo ai propri interessi Per Papa Ratzinger, infatti, "la società ha bisogno di cittadini che non si preoccupino solo dei propri interessi" perché, come ha ricordato il giorno di Natale e ripetuto ieri, "il mondo va in rovina se ciascuno pensa solo a sé". "E' necessaria la collaborazione di tutti, perchè nessuno può pensare di costruire da solo la propria felicità".

Emergenza educativa Nella sua omelia, Papa Ratzinger è poi tornato sul tema "dell’attuale emergenza educativa", per chiedere che "cresca la sinergia fra le famiglie, la scuola e le parrocchie per una evangelizzazione profonda e per una coraggiosa promozione umana".

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