venerdì 28 novembre 2008

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COSE CHE SUCCEDONO DAVVERO - "La carità cambia la vita" - Torna la Colletta Alimentare, giunta alla dodicesima edizione.




Come sempre organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e CDO Impresa Sociale, con la collaborazione dei Volontari Vincenziani, l'Associazione Nazionale Alpini e tanti tanti volontari e buona gente, l’iniziativa si svolge ogni anno, l’ultimo sabato di novembre.

Pochi giorni fa l’ISTAT ha rilevato il forte aumento della povertà in Italia che ora tocca il 12,8% della popolazione. Così il Banco Alimentare rinnova l’invito, per sabato 29 novembre, ad un gesto di carità e alla condivisione del bisogni.

Sarà infatti possibile consegnare in oltre 7600 supermercati parte della propria spesa da devolvere in beneficenza ai centomila volontari che impegnati in tutta Italia. Tutti gli alimenti raccolti saranno distribuiti a 8500 enti convenzionati con il Banco Alimentare. per lo più mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà o centri d’accoglienza.

Troverete sul sito della Fondazione Banco Alimentare (cliccate qui) l'elenco di tutti i supermercati aderenti.

Comunque, andando in giro, se vedrete delle persone con una pettorina gialla su cui campeggia una formichina affaccendata a portare la spesa (come quella qui sopra!), bene, lì fanno la Colletta Alimentare! Fermatevi e fate qualcosa!

La Cooperativa Capitani Coraggiosi invita caldamente tutti i soci, gli amici e i simpatizzanti a collaborare fattivamente alla Colletta, aiutando, comprando e versando offerte alla Fondazione!

Noi ci saremo!!!


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giovedì 20 novembre 2008

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Scuola libera - Federico: "In occasione dello sciopero abbiamo discusso e siamo entrati in 13 persone!"

Una interessante testimonianza del nostro amico sedicenne Federico, che ci dimostra che ragionando e facendo ragionare si possono superare molti ostacoli ideologici e costruire qualcosa.

“Giovedì 30 Ottobre in molte piazze italiane si è manifestato contro il decreto Gelmini, con uno sciopero generale indetto dai sindacati al quale hanno partecipato molti lavoratori del settore scuola e moltissimi ragazzi. Purtroppo però tra questi ragazzi pochi sapevano il perché di questa grande manifestazione, così il giorno prima dello sciopero (Mercoledì 29 Ottobre), essendo il rappresentante della mia classe, ho deciso di portare il testo del decreto e di discuterne durante l´assemblea. Così Mercoledì 29 nelle ultime due ore abbiamo letto il decreto insieme e ne abbiamo commentato ogni articolo. È venuta fuori una discussione molto interessante paragonando ciò che i giornali e i vari partiti sostenevano e il decreto vero e proprio. Ci abbiamo messo poco a capire che lo sciopero contro il decreto Gelmini non aveva motivazioni valide per noi studenti. Infatti l´unico articolo del decreto che riguarda gli studenti e le loro problematiche è quello riguardante il 5 in condotta che tornerà a dare dignità alle scuole, perché comporterà la bocciatura per chi non avrà un comportamento consono all´ambiente scolastico. Poiché io e i miei compagni ci siamo trovati d´accordo sulla positività di questa innovazione, siamo giunti alla conclusione che lo sciopero, discusso in quei termini non di proposta ma di rigida opposizione, non avrebbe avuto senso. Quando sembrava che ormai la classe fosse unita nel "boicottare" lo sciopero, si è alzato un mio compagno che , sicuro delle sue idee, ha affermato che il decreto non si poteva ridurre a quell´articolo, ma riguardava anche l´università. Così è riuscito ad intrufolarsi nell´aula di informatica ed ha scaricato un altro decreto nel quale si parlava dell´aumento delle tasse nell´Università pubblica, "così da avviarla ad una lenta privatizzazione". Purtroppo però l´articolo in questione non interessava le Scuole Superiori, ma faceva parte della finanziaria. Quindi alla quinta ora di Mercoledì 29 Ottobre, siamo giunti alla conclusione che il decreto Gelmini non era da contestare e che il giorno dopo, sicuri delle nostre idee, saremmo entrati quasi tutti. Il giorno dopo siamo entrati in tredici persone. Degli otto assenti uno era malato, uno aveva l´esame per la patente, quattro ragazzi hanno preferito restare a casa e soltanto due hanno partecipato alla manifestazione. Fatto sta che in quel giorno davanti al cancello del Liceo Scientifico i manifestanti avevano appeso uno striscione che impediva il passaggio (ma soprattutto intimoriva) chi avesse voluto entrare in classe. Con 13 presenti noi della 3°B eravamo la classe più numerosa del Liceo Scientifico di San Benedetto. Anche in città si è manifestato con un corteo di circa 700 persone (così dicono i manifestanti) che dopo essere arrivato in piazza Giorgini (30/35 minuti a piedi) si è sciolto e i ragazzi sono andati ognuno per la propria strada. Sicuramente delle 700 persone pochi conoscevano il motivo dello sciopero, ma hanno scelto la via facile dell´ assenza alle 5 ore di lezione. Concludendo inviterei coloro che leggono questo articolo a domandarsi il significato di certe posizioni che vengono prese a pretesto per gli scioperi a scuola e a farsi una propria idea invece di "fare come le pecore", andando dietro al primo urlatore che strilla più forte e predica la via che sembra più facile e comoda“.

Federico

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mercoledì 19 novembre 2008

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ISTRUZIONE/ Sui fondi riservati alle scuole paritarie il governo dimostra una grave debolezza culturale

Da Il Sussidiario.net
Articolo di Vincenzo Silvano

Le scuole paritarie primarie e dell’infanzia hanno saputo solo in questi giorni che non potranno disporre dell’anticipo dei contributi spettanti per l’anno scolastico 2008/2009, già stanziati dal Bilancio 2008 e già assegnati dal Ministero dell’Istruzione. Interpellate, le Direzioni scolastiche regionali, che devono provvedere a erogare le somme ai destinatari, hanno comunicato che le casse sono vuote. E’ del tutto inusuale che fondi già stanziati vengano bloccati brutalmente. Si tratta di soldi che servono alle scuole per vivere ogni giorno, soldi di prima necessità. Non si riusciranno a pagare le tredicesime agli insegnanti. La ragione è che il ministero delle Finanze ha bloccato i fondi, almeno finché non sia terminata la sessione di Bilancio.

Poiché la sessione di Bilancio è cominciata da quando è stata approvata formalmente la Legge finanziaria da parte del Consiglio dei Ministri, ci si chiede perché il ministro dell’Istruzione e il suo apparato non si siano accorti da subito dello scippo o, peggio, abbiano finto di non vederlo o, peggio ancora, abbiano, per disattenzione e sciatteria, trascurato “il particolare”.

Su questo è dunque lecito porre alcune domande:

  1. Il programma di governo del centrodestra non aveva, tra i suoi punti cardine, la libertà educativa? Le promesse elettorali sono dunque carta straccia?

  2. Il Governo non si era impegnato a provvedere all’introduzione di una effettiva libertà di scelta da parte delle famiglie, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno presentato il 9 ottobre proprio su questo tema?

  3. Il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas non ha forse garantito ufficialmente che «i finanziamenti pubblici per le scuole paritarie verranno assicurati dell'ammontare necessario a garantirne il funzionamento a pieno regime?»

  4. Non si era detto (ilsussidiario.net, 11 novembre 2008) che sarebbe stato discusso e votato un altro ordine del giorno che, oltre a chiedere i fondi per gli istituti di istruzione non statali, avrebbe posto anche la questione della piena e totale parità scolastica da raggiungere entro la fine della legislatura?

  5. Non preoccupa nessuno il fatto che possano chiudere le scuole paritarie, con conseguente trasferimento di tutti gli alunni alle statali, dove il costo è dieci volte superiore?

Quale che sia la risposta a queste domande, emerge con tutta evidenza un dato culturale e perciò politico di prima grandezza: che i temi dell’istruzione e dell’educazione non sono al primo posto nell’agenda del governo. Mentre si buttano milioni di euro in improbabili salvataggi di carrozzoni clientelari, quali l’Alitalia, in nome della lisa retorica della compagnia di bandiera nazionale, non si provvede alle necessità essenziali della Nazione. L’educazione è l’ossigeno del paese, è il respiro delle giovani generazioni. Non è un optional. Possiamo stringere la cinghia su tutto, risparmiare, razionalizzare, ma non morire.

Resta da constatare malinconicamente il divario tra le promesse e la realtà effettuale. Non è la prima volta. Le promesse, si sa, generano consenso, quanto più sono rutilanti e multicolori. Ma quando i fuochi d’artificio si spengono nel buio, anche il consenso ne condivide il destino.

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C'è letteratura su di noi - L'incontro di sabato 15 Novembre 2008 dalla voce di ScuolaVera

Cliccando qui verrete portati al blog scuolavera.blogspot.com, fatto da alcuni nostri giovani amici.
Troverete altre cronache dell'incontro di sabato, interessanti.

Grazie a Federico e Roberto per quello che stanno facendo col loro blog.
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C'è letteratura su di noi - L'incontro di sabato 15 Novembre 2008

Da www.sambenedettoggi.it

Se la scuola è “fai-da-te”

Il Preside della Scuola Media Libera, Paolo Graci, con i professori Marco Pellei, Michele Salvatori, Lara Di Sante, Anna Pulcini, Caterina Margioni e Cesira Viozzi
↑ Il Preside della Scuola Media Libera, Paolo Graci, con i professori Marco Pellei, Michele Salvatori, Lara Di Sante, Anna Pulcini, Caterina Margioni e Cesira Viozzi

La Società Cooperativa Capitani Coraggiosi ha aperto a San Benedetto il primo istituto scolastico "Libero": «Perché crediamo che l'educazione non possa essere devoluta soltanto al servizio pubblico spiegano gli organizzatori».

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Una scuola "libera". E' quella che l'avvocato Marco Sermarini ha presentato, sabato 15 novembre, in un incontro presso la Casa San Francesco di Grottammare: si chiama Scuola Media Libera G.K. Chesterton, uno scrittore inglese che ammoniva i suoi contemporanei del pericolo che correvano le scuole pubbliche: la standardization by low standards, ovvero la standardizzazione verso bassi standard formativi.

Le ragioni dell'apertura di una scuola "formativa" a San Benedetto (è attiva da due mesi e si trova in via Valtellina, a Porto d'Ascoli) sono da ricercarsi anche in quell'Emergenza educativa su cui recentemente ha posto l'attenzione Papa Benedetto XVI.

La Scuola Chesterton basa la sua legittimazione sulla cosiddetta "Scuola paterna". In sostanza, è previsto dai nostri ordinamenti (dalla riforma Casati del 1859, a quella Gentile del '23, fino alla Costituzione del '48) che i genitori, che ne abbiano le capacità culturali e economiche, tengano presso di sé i figli per l'assolvimento legittimo della formazione. «Migliorare l'attuale scuola italiana è difficilissimo» dichiara Sermarini, «perché, per come è strutturata, è estremamente burocratizzata. E' una scuola con un impianto che fa capo alla Legge Casati del 1859, quindi estremamente appesantita. Noi crediamo molto nell'autonomia scolastica: che ogni preside si organizzi come meglio crede, fermi restando gli standard adeguati d'istruzione, di formazione, di didattica, sui quali lo Stato deve comunque vigilare. Non tutte le scuole devono mirare agli stessi obiettivi. Si possono avere e sono legittimi degli obiettivi anche differenti. In un'Italia vera gli obiettivi diversi dovrebbero essere segno di grande democrazia».

Il progetto della Scuola Media Libera è gestito dalla Società Cooperativa Sociale "Capitani Coraggiosi", che da anni si occupa di Educazione, attraverso attività di doposcuola, centri ricreativi estivi e "Circolini". La Cooperativa ha in programma di costruire un centro sportivo, scolastico (Medie e Superiori) e di formazione professionale. «I nostri obiettivi», specifica Sermarini, «saranno raggiunti quando avremo creato una scuola del popolo sambenedettese, dove si ravvivano le antiche tradizioni e un rapporto sano con la religione, una scuola che tenga conto del territorio dove si trova e che stringa un'alleanza con i genitori. Insomma, una scuola che si prenda la briga di educare questi ragazzi, ossia di tirare su degli uomini veri».

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venerdì 14 novembre 2008

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Un grazie alla CdO Marche Sud

Un grazie alla Compagnia delle Opere Marche Sud che pubblicizza l'incontro sulla nostra scuola di domani pomeriggio.

Qui sotto trovate il collegamento alla pagina del sito della CdO Marche Sud, che si interessa attivamente alla cosa.

Grazie!

http://www.cdomarchesud.it/news-dettaglio.asp?ID=276
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giovedì 13 novembre 2008

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Condanna a morte.

La Corte di Cassazione ha condannato a morte Eluana Englaro.

"La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. E' una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E' una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto".

(Gilbert Keith Chesterton, Eretici, finale dell'ultimo capitolo)
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Ricordiamo che la Scuola "G. K. Chesterton" cerca aiuto!

Come forse alcuni sapranno, a San Benedetto del Tronto è stata data vita ad una scuola (per ora media inferiore, in futuro media superiore e centro di formazione professionale) da alcuni di noi.

Sabato 15 Novembre 2008 alle ore 16.00 a Grottammare (AP), Casa San Francesco di Paola, contrada San Francesco n° 27 (sede della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati) si terrà un incontro in cui spiegheremo il perché di questa scuola, e cercheremo aiuto per reperire risorse per l'edificazione della nuova scuola.

Invitiamo tutti a partecipare! Potete invitare tutti quelli che vorrete, naturalmente tutti quelli che hanno a cuore la libertà di educazione e hanno una reale preoccupazione per l'emergenza educativa odierna, richiamataci dal Papa Benedetto XVI.


Sempre a proposito della scuola, vi segnaliamo la radio on line www.radiotovini.it che riporta un'intervista a Marco Sermarini sulla nostra cara Scuola "G.K. Chesterton". L'intervista la potete trovare cliccando qui.
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ELUANA ENGLARO - SIGNORI GIUDICI, PENSATECI! AVREMO LA PRIMA CONDANNA A MORTE REPUBBLICANA?

Il bellissimo editoriale di ieri di Avvenire firmato da Davide Rondoni.

Ai Signori Giudici chiediamo solo una cosa: non dateci una condanna a morte. La prima condanna a morte dell’Italia repubblicana. Un genere di condanna che l’Italia ripudia – vantandosene dinanzi al mondo – e che mai nessun motivo di rivalsa, di odio, di giustizialismo ha in trodotto sarà invece inaugurata in nome di una malintesa idea di pietà? È quasi sempre in nome del bene che gli uomini compiono qualcosa di oscuramente cattivo. Se la Corte darà il via libera alla volontà del padre di staccare l’alimentazione per Eluana e se egli troverà qualche centro medico disposto a farlo, avrà luogo l’esecuzione e l’inizio della pubblica estenuante agonia.
Ai Signori della Corte chiediamo di considerare tutto questo: a una ragazza inerme, che non può né esprimere né difendere le sue reali, attuali volontà, si cesserà di dare alimento. A una ragazza, avvolta sì in un silenzio misterioso, ma non arida dentro, tanto da affrontare un’estenuante emorragia come le è capitato alcune settimane fa, si vorrebbe ora dare quella morte da cui ella con le sue sole forze si è invece tirata fuori. E questo perché qualcuno - a differenza di altri - non sop porta più questa dura, triste condizione. Il padre in coscienza ha voluto combattere questa strana battaglia perché sua figlia muoia. Non ce la faceva più. È comprensibile. Meno comprensibile l’accanirsi non perché le cure e la pazienza di altri sopportino la pena e le premure, bensì per la sua morte. Per toglierla di torno. Anche se non dà nessun fastidio, e già ci sono le voci di chi, come le suore che l’accudiscono, dice: la teniamo noi. Il problema, ora che i magistrati hanno scelto di occuparsi di questa faccenda, non è più, per così dire una drammatica faccenda privata tra il signor Englaro e sua figlia. È una faccenda di diritto. E il diritto italiano non contempla la condanna a morte. Per nessuno. Neppure per chi compie la strage o lo stupro più efferato. Vo gliamo cominciare da una ragazza?
Il dilemma ora è: uno può chiedere e ottenere che un altro muoia? A meno che non si consideri Eluana già morta. Pensate a lei così, Signori della Corte? La medicina, secondo i protocolli internazionali, non classifica Eluana tra i morti. E nemmeno tra coloro che sono tenuti in vita con inutile accanimento. Voi la condannerete a morte? O la considererete come già morta? E siete certi che la sue condizioni siano davvero 'irreversibili', come lo stesso Pg della Cassazione ieri è sembrato chiedervi?
Bisognerà dunque avvisare tutti coloro che hanno parenti e amici in condizioni simili, e non sono pochi. Dire a loro: la Suprema Corte li considera già morti, o condannabili. Il nostro è un appello senza potere e senza alcun velo politico. Abbiamo solo voglia che in Italia non si condanni a morte alcuno. Tanto meno una ragazza inerme. Nel tenerla in vita, secondo le condizioni che il destino ha misteriosamente riservato a lei, non si fa torto a nessuno. Nemmeno a lei, poiché nessuno può comunque arrogarsi il diritto di interpretare ora la volontà di Eluana. Le persone cambiano. La vita, lo sappiamo, ci modella, a volte radicalmente. Ma se si dà il via libera alla esecuzione allora si stabilisce che in Italia, a determinate condizioni, c’è la pena di morte. E che tali condizioni non sono d’esser assassini o stupratori, o terroristi. Ma la condizione è d’esser inerme, 'inutile', insopportabile, e nelle mani degli altri. Io non credo che i Signori della Corte siano favorevoli alla pena di morte. Non lo voglio credere. Magari lasciassero sospesa la vicenda, incalzando piuttosto il Parlamento a fare leggi chiare, a cui tutti attenersi e non variabili da giudice a giudice, da medico a medico. Non si sta 'solamente' discutendo di una ragazza, a cui certo tutti auguriamo un corso sereno del suo oscuro destino, ma di un caso le cui conseguenze varranno per tutti. Il suo povero corpo, la sua persona, che sem brano valere più niente, secondo la visione di chi la vede già come morta, potrebbero essere inve ce quelli di un’incredibile eroina. L’ultima muta barriera, la estrema insurrezione contro una strana volontà di introdurre nella nostra già feritissima Italia l’uso della condanna a morte.
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martedì 11 novembre 2008

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Un libro di storia... sano


Roberto Persico, nostro amico professore ed anche giornalista chestertoniano, e Marco Meschini (che ha brillantemente condotto una serie di trasmissioni sul Radio2 nello scorso mese di Luglio) hanno pubblicato il primo volume di questo libro di storia per le scuole superiori.

E' importante saperlo, perché se un sa che c'è un libro sano, lo compra, lo adotta a scuola, lo legge anche fuori della scuola.

Sennò ci lamentiamo sempre e non sappiamo che abbiamo degli amici bravi e dediti alla buona causa dell'educazione.
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La Scuola "G. K. Chesterton" cerca aiuto.



Come forse alcuni sapranno, a San Benedetto del Tronto è stata data vita ad una scuola (per ora media inferiore, in futuro media superiore e centro di formazione professionale) da alcuni di noi.

Sabato 15 Novembre 2008 alle ore 16.00 a Grottammare (AP), Casa San Francesco di Paola, contrada San Francesco n° 27 (sede della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati) si terrà un incontro in cui spiegheremo il perché di questa scuola, e cercheremo aiuto per reperire risorse per l'edificazione della nuova scuola.

Invitiamo tutti a partecipare! Potete invitare tutti quelli che vorrete, naturalmente tutti quelli che hanno a cuore la libertà di educazione e hanno una reale preoccupazione per l'emergenza educativa odierna, richiamataci dal Papa Benedetto XVI.
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giovedì 6 novembre 2008

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Scuola: presa di posizione di deputati PDL

Valutiamo positivamente quanto detto dal Presidente del Consiglio, Berlusconi: siamo favorevoli al reintegro dei fondi alle scuole non statali. Questa è una decisione utile anche per il bilancio dello Stato. L’emendamento presentato anche a nostra firma, e all’esame della commissione Bilancio, va in tale direzione”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati del Pdl Toccafondi, Lupi, Farina, Vignali, Palmieri.

Reintegrare il capitolo di bilancio riferito alla scuola non statale di 134 milioni di euro - sostengono - significa non aumentare la spesa delle famiglie e dello Stato”. “Come è a conoscenza di molti - rilevano i parlamentari Pdl - un bambino che frequenta una scuola non statale ha un costo annuo più basso, molto più basso, del costo riferito alla scuola statale”.

I deputati fanno l’esempio di un bambino iscritto alla scuola dell’infanzia. E sostengono: “Lo Stato, se questo è iscritto ad una scuola non statale, contribuisce con 584 euro l’anno.
Se il bambino frequenta una scuola pubblica, il costo statale arriva a 6.116 euro l’anno.
Se il bambino frequenta una scuola paritaria c’è un risparmio per le finanze pubbliche di 5.532 euro l’anno a bambino e il risparmio dello stato per il solo settore della scuola dell’infanzia è complessivamente di 3.436 milioni di euro. Se poi si considerano i dati relativi anche alla scuola primaria il risparmio per lo stato sale a 4.638 milioni di euro”.

È quindi chiaro – aggiungono - che se il contributo statale diminuisse, le rette aumenterebbero con la conseguenza di minori iscrizioni alle scuole non statali ed un conseguente aumento delle iscrizioni alle scuole statali. La conseguenza logica sarebbe di un aumento dei costi per lo Stato”.

Così il reintegro del fondo, riportandolo alla cifra presente in bilancio dal 2000 ad oggi, - concludono - rappresenta oltre che il primo passo verso la reale parità scolastica anche un azione di aiuto alle famiglie e al bilancio nazionale”.
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